Matisse al MUDEC di Milano: cento opere raccontano il mondo entrato nel suo atelier
Fino al 21 febbraio 2027, “Il mondo in una stanza” esplora il rapporto dell’artista con le culture africane, islamiche, russe, cinesi e del Pacifico. Otto sezioni riuniscono dipinti, sculture, fotografie, tessuti e oggetti che hanno alimentato la sua ricerca.
Henri Matisse - "Jeunes filles au jardin" - 1919
Un viaggio tra le culture attraverso l’arte di Matisse
Una stanza può custodire un intero mondo: tessuti, sculture, oggetti e ricordi di viaggio diventano forme, colori e nuove possibilità per la pittura. È da questo intreccio che prende avvio Matisse. Il mondo in una stanza, la mostra aperta dall’8 ottobre 2026 al MUDEC – Museo delle Culture di Milano e visitabile fino al 21 febbraio 2027.
Curata da Ellen McBreen e Chiara Gatti, l’esposizione riunisce circa cento opere e ripercorre l’attività di Henri Matisse, concentrandosi sul dialogo con le tradizioni artistiche incontrate durante gli studi e i viaggi. L’arte africana, islamica, russa, cinese e del Pacifico viene presentata come parte del processo che ha trasformato il suo linguaggio.
Il progetto è prodotto da 24 ORE Cultura, promosso dal Comune di Milano – Cultura e realizzato in collaborazione con il Musée Matisse di Nizza.
I dipinti e gli oggetti che abitavano lo studio
Tra le opere esposte figurano il Nudo seduto di schiena del 1917, proveniente dal Philadelphia Museum of Art, La Femme au voile dal MoMA di New York e Joacquina dalla National Gallery di Praga. Il percorso comprende inoltre Lorette à la veste rouge, prestato dal Columbus Museum of Art, sculture della serie Jeannette e La Serpentine, dal Musée d’Orsay di Parigi.
Accanto ai lavori dell’artista trovano posto tessuti e oggetti provenienti, tra gli altri, dal Musée Matisse di Nizza, dal Musée du quai Branly di Parigi, dal Museo delle Civiltà di Roma, dal Bargello di Firenze e dalle collezioni del MUDEC.
La loro presenza permette di comprendere come Matisse costruisse l’ambiente dei propri atelier. Arredi, stoffe e manufatti erano elementi con cui confrontarsi ogni giorno, capaci di suggerire ritmi decorativi, soluzioni compositive e modi diversi di rappresentare lo spazio.
Le otto sezioni: dall’Africa alle icone russe, fino a Tahiti
Il percorso si apre con “Anatomie creative”, dedicata al rapporto tra lo studio del corpo e le sculture africane collezionate da Matisse. “Icone ieratiche” approfondisce invece il ruolo dell’arte bizantina e delle icone russe nella costruzione dei ritratti, mettendolo in relazione anche con le opere nate dai soggiorni in Marocco.
La sezione “L’oriente ci ha salvati” affronta l’incontro con l’arte islamica, gli arabeschi e gli ambienti che hanno contribuito alla ricerca dell’artista su decorazione, luce e colore. “Un cast internazionale” porta al centro le modelle che frequentavano il suo studio, restituendo spazio alle loro identità e al contributo dato al lavoro del pittore.
In “Segni nello spazio vuoto”, l’attenzione si sposta sull’arte cinese e sulle tradizioni tessili, tra sintesi della linea e geometrie. “Sognare Tahiti” segue le tracce del viaggio del 1930, i cui ricordi riaffiorano nelle immagini di piante, uccelli e vita marina.
Le ultime due sezioni sono “La cappella di Vence e l’albero della vita”, dedicata al progetto per la Cappella del Rosario, e “Confini liquidi”, che conduce alle opere dell’ultima stagione attraverso il rapporto tra mare, cielo e metamorfosi delle forme.
Dai libri d’artista alla Cappella del Rosario
Una parte dell’esposizione approfondisce i progetti decorativi e i libri illustrati. Sono presenti il dittico monumentale Océanie, le ciel e Océanie, la mer, le tavole di Jazz, le Poésies di Stéphane Mallarmé e Pasiphaé di Henry de Montherlant.
Disegni ed elementi decorativi raccontano inoltre la realizzazione della Cappella del Rosario di Vence, in Costa Azzurra, dove Matisse lavorò al rapporto tra architettura, vetrate, ceramiche e figure essenziali.
Le fotografie d’epoca, comprese immagini scattate dall’artista in Marocco, accompagnano il pubblico nei viaggi e negli atelier. Il percorso arriva fino a Femme à la gandoura bleue, il suo ultimo dipinto, e al bronzo dedicato a Katia.
Una lettura critica degli incontri e delle influenze
La mostra invita anche a interrogarsi sul contesto in cui avvennero questi scambi. Il rapporto di Matisse con culture diverse viene esaminato considerando orientalismo, appropriazioni e dinamiche coloniali, senza ridurre le influenze a un generico repertorio esotico.
L’obiettivo delle curatrici è ricostruire la pluralità delle fonti e il modo in cui furono trasformate dall’artista: un confronto che attraversa l’intera carriera e aiuta a leggere oltre la superficie delle sue opere.
Date, orari e biglietti
Matisse. Il mondo in una stanza è allestita al MUDEC, in via Tortona 56 a Milano, fino al 21 febbraio 2027.
Gli orari indicati dal museo sono: lunedì chiuso; martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica dalle 9.30 alle 19.30; giovedì dalle 9.30 alle 22.30. L’ultimo ingresso è consentito un’ora prima della chiusura.
Le tariffe annunciate sono di 16 euro per il biglietto intero e 14 euro per il ridotto. Per acquisti, aggiornamenti e condizioni di accesso è disponibile la pagina ufficiale della mostra. Informazioni al numero 02 54917.
Il catalogo, edito da 24 ORE Cultura e curato da Ellen McBreen e Chiara Gatti, è disponibile al Design Store del MUDEC, in libreria e online.
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