Max Bill da lorenzelli arte: quarant'anni di forme in una mostra da museo
Dal 6 novembre al 13 febbraio la galleria di corso Buenos Aires riunisce circa 40 opere tra sculture, dipinti e grafiche del maestro svizzero
Una sala della mostra Max Bill. L'arte è un problema d'innovazione da lorenzelli arte Una sala della mostra Max Bill. L'arte è un problema d'innovazione da lorenzelli arte
Una personale dal respiro museale
Milano rende omaggio a uno dei padri dell'arte concreta. Da venerdì 6 novembre fino al 13 febbraio 2027 la galleria lorenzelli arte, in corso Buenos Aires 2, ospita «Max Bill. L'arte è un problema d'innovazione», una personale di Max Bill pensata con un impianto da museo. In mostra ci sono circa 40 opere tra pittura, scultura e grafica, dai primi anni Quaranta alla fine degli Ottanta. Diverse arrivano dalla collezione personale di Matteo Lorenzelli, da cui è nata l'idea del progetto. Il testo critico è di Roberto Borghi.
Le parole del maestro
Il titolo viene da una riflessione dell'artista del 1976: «quando qualcuno crea qualcosa, si assume la responsabilità di ciò che ha fatto… l'arte è un problema di innovazione e di invenzione». Da qui parte il percorso, che racconta l'arte di Bill come una ricerca continua, fondata sul pensiero matematico e sull'idea della bellezza come funzione.
La scultura al centro
Il cuore dell'esposizione è la scultura, un campo spesso messo in secondo piano ma decisivo per capire l'artista svizzero. Tra i pezzi forti c'è il nastro continuo in ottone dorato di «unendliche schleife aus einem kreisring II», del 1947-48, nato dalla torsione di un anello. Poi i tre volumi identici che si compenetrano in «einheit aus drei gleichen volumen», il cubo scomposto in granito nero svedese di «halber kubus» e la semisfera specchiante di «die feste hälfte einer kugel», del 1972, che gioca con forma, luce e spazio.
Il colore come struttura
Accanto alle sculture c'è un gruppo di oli su tela dal 1943 al 1985. Qui il colore diventa un elemento da misurare e ordinare: dall'equazione cromatica di «blu+giallo=rosso» alle tele romboidali come «rote strahlung», con un quadrato rosso dentro un campo nero, fino alle variazioni sistematiche di «3x3x3» e alle composizioni simmetriche di «zwillingsgruppe».
Un legame che dura da sessant'anni
La mostra rinnova un rapporto nato alla fine degli anni Sessanta a Bergamo e cresciuto fino all'affidamento a Bruno Lorenzelli jr. della custodia esclusiva dell'Archivio Max Bill Italia. Accompagna il percorso un catalogo bilingue con oltre 80 tavole a colori, materiali d'archivio e interviste. Per volontà dell'artista, come nelle precedenti pubblicazioni della galleria, tutti i testi sono scritti senza lettere maiuscole.
Orari e ingresso
La mostra è aperta da martedì a sabato, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, con ingresso libero. Per informazioni si può chiamare lo 02 201 914 o scrivere a [email protected].
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