Perché fingiamo di capire l’arte: i 5 tipi di visitatori, quale sei tu?

Vi è mai capitato di annuire davanti a un'opera d'arte senza capirla? Ci sono il professore improvvisato, l'emotivo che dice "mi ha cambiato la vita", l'influencer che fotografa tutto, il cinico e poi c'è il vero estimatore: scopri a quale categoria appartieni davvero

Perché fingiamo di capire l'arte

Perché fingiamo di capire l'arte I 5 tipi di visitatori delle mostre (Immagine: AI)

Perché fingiamo di capire l’arte (anche quando non ci dice niente)

Vi è mai capitato di fermarvi davanti a un’opera che vi lascia perplessi e, invece di ammetterlo, annuire con aria profonda e pensosa? Succede a tantissimi, specialmente in questi giorni visitando la Biennale Arte 2026 di Venezia: In Minor Keys o altre grandi mostre in corso.

Ma perché lo facciamo? La psicologia ha diverse spiegazioni. C’è la paura del giudizio sociale: nessuno vuole passare per ignorante o superficiale. C’è il bisogno di appartenenza a un gruppo e c’è un pizzico di insicurezza davanti alla cosiddetta cultura alta. Fingere di capire diventa così una piccola recita in cui vogliamo apparire a tutti i costi intelligenti, sensibili e sofisticati. E poi, se un’opera è esposta in un luogo prestigioso o costa migliaia di euro, il nostro cervello tende automaticamente a valorizzarla. Anche quando dentro di noi pensiamo: “Sembra fatta da un bambino”.

Nell’era dei like e delle reaction sentiamo di dover avere subito un’opinione. L’arte però, specie quella contemporanea, è spesso ambigua, ermetica, provocatoria. Non sempre ha un significato nascosto da decifrare. A volte vuole solo scuoterci, emozionarci, infastidirci o farci provare qualcosa. E anche il sentirsi confusi è una reazione legittima.

I 5 tipi di visitatori che si incontrano alle mostre

Osservando i visitatori alle mostre si riconoscono chiaramente alcuni archetipi ricorrenti: ecco i 5 più comuni.
  1. Il professore improvvisato: spara paroloni e frasi a effetto, ma in realtà ha appena letto la didascalia dell’opera.
  2. L’emotivo: guarda le opere con occhi lucidi e dice frasi come: “Mi ha cambiato la vita”.
  3. L’influencer: sa già cosa deve piacere e cosa no prima ancora di entrare alla mostra e, una volta dentro, scatta foto da qualsiasi angolazione. Di guardare davvero le opere, però, non se ne parla nemmeno! 
  4. Il cinico: si aggira per musei e gallerie, spesso con senso di superiorità, e pensa: “Poteva farlo anche mio figlio di 5 anni”.
  5. Il vero estimatore: osserva in silenzio e si ferma solo davanti a ciò che lo colpisce davvero. Non sente il bisogno di spiegare tutto e ammette serenamente quando un'opera non gli dice niente.

La bellezza di non fingere

Ironia a parte, il bello dell’arte è proprio questo: non bisogna per forza capire tutto. Non è un’interrogazione a scuola né un test di intelligenza. A volte è solo una sensazione, un fastidio, un’attrazione inspiegabile, un ricordo che affiora o un’emozione che non sappiamo spiegare. Ammettere tranquillamente “non mi dice niente” o “non ho capito” non è un fallimento. È forse l’approccio più onesto e maturo che possiamo avere. 

In un mondo che ci spinge ad avere un’opinione su tutto e subito, concedersi il lusso di non capire è quasi un piccolo atto di libertà. La prossima volta che vi trovate davanti a un’opera che vi confonde, provate a fare una cosa semplice: respirate, espirate e chiedetevi solo “cosa sento?” invece di “cosa dovrei capire?”. Potrebbe essere il modo più bello e sincero di trovarsi davanti a un’opera d’arte.
Veronica Elia
Esposizioni a confronto
Uno dei quadri della personale di Carla Bruschi
"Un'inquieta serenità del visibile", la mostra curata dal Critico d'Arte Lorenzo Bonini alla Umanitaria di Milano
25 novembre 2016
Pubblicazioni dai siti dei nostri affiliati
2023, Armando Editore Attualmente in commercio
Libro non più in commercio.
2013, Lìmina edizioni Libro finalista al premio nazionale “Bancarella Sport” 2014 Dal luglio 2015 è in versione tascabile con il marchio TEA del gruppo Gems Libro attualmente in commercio
2018, Kindle Amazon Attualmente in commercio
Moira Orfei
Dieci giorni di eventi, spettacoli, lezioni e un grande flash mob per ricordare la Regina del circo nel decennale della sua scomparsa
13 novembre 2025
Dal 12 al 13 luglio la seconda edizione della manifestazione dedicata al nuovo circo, all’affettività e alla gioia condivisa
09 luglio 2025