Milano Cortina 2026, la Lombardia entra in clima olimpico con i Giochi della Cultura
Mostre diffuse tra arte, sport e territorio: 33 progetti raccontano l’attesa dei Giochi attraverso l’identità dei luoghi
26 gennaio 2026
Mancano pochi giorni all’inizio delle Olimpiadi invernali, ma in Lombardia l’atmosfera di Milano Cortina 2026 è già ben visibile. A renderla concreta è il percorso espositivo diffuso dei Giochi della Cultura, il palinsesto promosso da Regione Lombardia con Triennale Milano, nato dal bando “Olimpiadi della Cultura” che ha finanziato 33 progetti su tutto il territorio regionale. Un’iniziativa che fa parte a pieno titolo dell’Olimpiade Culturale e che accompagna l’avvicinamento ai Giochi attraverso linguaggi artistici, memoria dei luoghi e valori dello sport. «L’Olimpiade non è solo competizione – sottolinea l’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso – ma un’occasione per coinvolgere l’intero sistema culturale lombardo, chiamato a raccontare il legame tra identità dei territori, storia delle comunità e spirito sportivo». Un percorso che attraversa città e province e che resterà fruibile anche durante lo svolgimento dei Giochi.
Brescia e Franciacorta: vittoria, gioco e partecipazione
A Brescia, nel Capitolium del Parco archeologico di Brixia, la mostra-installazione Victoria Mater. L’idolo e l’icona mette in dialogo la celebre Vittoria Alata e l’Idolino di Pesaro, riflettendo sull’idea di perfezione fisica e di vittoria. Nel territorio della Franciacorta, ArteinGioco. Una gara di stili coinvolge musei e Comuni con percorsi diffusi che uniscono arte, gioco e partecipazione attiva del pubblico.
Varese: storia dell’arte e ricerca contemporanea
In provincia di Varese, il Museo MA*GA di Gallarate propone un ampio itinerario che ripercorre 75 anni di storia artistica con Atto Unico. Premio Gallarate (1950-2025), affiancato dalla mostra Kandinsky e l’Italia e dalla nuova edizione del Premio Gallarate, che apre uno sguardo sulla ricerca contemporanea.
Milano e area metropolitana: neve, fotografia e origini olimpiche
A Milano, NEVEr alone a Casa Testori intreccia arte, cinema e scienza attorno al tema della neve, mentre il Museo Nazionale di Fotografia di Cinisello Balsamo racconta il vivere contemporaneo della montagna con Scenari Alpini. Alla Fondazione Luigi Rovati, la grande mostra I Giochi Olimpici. Una storia lunga tremila anni ricostruisce le origini antiche delle Olimpiadi grazie a prestigiose collaborazioni internazionali.
Lecco, Pavia e Bergamo: sport, memoria e comunità
A Lecco, ConoSCIamo ripercorre 125 anni di storia dello sci con installazioni multimediali itineranti tra ville storiche e musei. A Pavia, il Castello Visconteo ospita I Visconti tra scacchi e sport, un viaggio tra Medioevo e pratica sportiva. Nel Bergamasco, mostre-video collettive, musei etnografici accessibili e progetti scientifici come Cervello in Gioco mettono al centro tradizioni alpine, inclusione e valori olimpici.
Sondrio e Valtellina: montagne protagoniste
Tra Sondrio e la Valtellina, il palinsesto si concentra sul rapporto tra arte, sport e paesaggio alpino. La Montagna in Scena, Oltre il limite e Mountain Echoes di Yuval Avital trasformano suoni, immagini e storie locali in installazioni immersive e archivi digitali permanenti. A queste iniziative si affiancano Pane nostro, progetto partecipativo che intreccia panificazione e rigenerazione territoriale lungo la direttrice olimpica, e SnowSound, con installazioni multimediali tra Milano, Bormio e Livigno.
Palazzo Besta: sport e montagne in mostra
Tra gli appuntamenti più attesi figura anche Vette. Storie di sport e di montagne, in programma al Museo Nazionale Palazzo Besta di Teglio, che verrà inaugurata il 27 gennaio alla presenza dell’assessore Caruso. La mostra, visitabile fino ad agosto, esplora il rapporto profondo tra pratica sportiva, territorio alpino e società, grazie a collaborazioni con musei nazionali, fondazioni e collezionisti.
Un mosaico culturale diffuso che accompagna l’attesa olimpica e racconta una Lombardia protagonista non solo sul piano sportivo, ma anche su quello artistico e identitario.
26 gennaio 2026
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