Il tesoro nascosto del Novecento nel cuore di Milano: la Casa Museo Boschi Di Stefano
A due passi da Corso Buenos Aires, l’elegante casa progettata da Piero Portaluppi custodisce una straordinaria collezione di capolavori dell’arte italiana del XX secolo
Non sono molti i milanesi che sanno di avere a portata di mano questo piccolo grande tesoro, a due passi da Corso Buenos Aires.
La Casa Museo Boschi di Stefano si trova in via Giorgio Jan 15, all’interno di una palazzina progettata alla fine degli anni ’20 dall’architetto Piero Portaluppi. Un edificio che meriterebbe di per sé una visita per il fascino Liberty della facciata e la finezza dei suoi interni in marmo. Anche gli arredi delle sale riflettono lo stile dell’epoca.
All’inizio degli anni ’30, i coniugi Marieda di Stefano e Antonio Boschi ospitarono artisti come Mario Sironi, Alberto Savinio, Lucio Fontana, Carlo Carrà e Arturo Martini, quando non erano ancora all’apice della loro fama. Grazie al loro intuito, i coniugi acquistarono a cifre allora accessibili diversi capolavori, oggi dal valore di milioni. Nelle stanze della casa sono esposte una selezione delle oltre 2000 opere acquisite, che spaziano dai primi del Novecento agli anni ’60.
All’inizio del percorso espositivo troviamo i ritratti dei coniugi Boschi e alcune ceramiche della stessa Marieda di Stefano. Nella prima sala possiamo ammirare opere di Umberto Boccioni, Gino Severini e Piero Marussig.
Nello studio adiacente sono esposte opere di Achille Funi, Carlo Carrà e Felice Casorati.
Segue la sala dedicata a una ventina di opere di Mario Sironi, ospite della coppia, datate tra gli anni ’20 e gli anni ’40.
Nella sala successiva troviamo opere degli artisti del movimento Corrente, con nature morte e paesaggi rispettivamente di Giorgio Morandi e Filippo de Pisis.
Si prosegue poi con le opere dei metafisici: "La scuola dei gladiatori" (1928) e "I facitori di trofei" (1926-28) di Giorgio De Chirico, e "L’Annunciazione" (1932) di Alberto Savinio.
Il percorso espositivo procede in ordine cronologico con una sala dedicata ad artisti postcubisti, spazialisti come Roberto Crippa e nucleari come Enrico Baj, Sergio Dangelo e Gianni Dova.
Il percorso si conclude con gli informali, tra cui Emilio Vedova ("Immagine del tempo") e Piero Manzoni con due monocromi.
Un tuffo nella grande arte moderna italiana che non richiede né prenotazioni né lunghe attese. L’ingresso è gratuito. Eppure, quanti milanesi ne sono davvero a conoscenza? Ammirando queste bellissime opere viene da rimpiangere il tempo in cui esistevano veri mecenati e gli artisti potevano contare sul sostegno di persone illuminate come i coniugi Marieda di Stefano e Antonio Boschi.
La Casa Museo Boschi Di Stefano è aperta dal martedì alla domenica, dalle 10:00 alle 17:30 (ultimo ingresso ore 17).
Via Giorgio Jan 15 – Milano
Ingresso gratuito
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