Carla Bruschi tra Warhol, Pollock e Basquiat: dalla sua Peschiera Borromeo alla Biennale di Sondrio 2026
Alla rassegna “Sport, Pop e Icone” un dialogo internazionale nel segno delle Olimpiadi della cultura raccolto e trasmesso da Studio Aperto su Italia 1. Guarda il video.
Guarda il servizio di Italia 1
La partecipazione di Carla Bruschi alla mostra “Sport, Pop e Icone”, allestita a Sondrio in occasione delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, rappresenta un passaggio significativo nel percorso dell’artista cresciuta a Peschiera Borromeo (MI). L’esposizione, ospitata a Palazzo Sassi De' Lavizzari nell’ambito della Biennale di Sondrio 2026 e inserita nel cartellone “Le Olimpiadi della cultura”, è visitabile fino al 16 aprile 2026 e propone un confronto tra linguaggi visivi, sport e cultura pop.
Originaria di Monticelli d’Ongina, in provincia di Piacenza, Bruschi è cresciuta e ha vissuto a lungo a Peschiera Borromeo, sviluppando nel tempo un legame profondo con la città che considera casa. Un attaccamento che non è soltanto affettivo, ma identitario: è lì che il suo percorso artistico ha trovato terreno fertile, tra relazioni, stimoli culturali e partecipazione alla vita della comunità.
Il servizio andato in onda sabato 21 febbraio su Studio Aperto telegiornale di Italia 1, ha raccontato l’emozione dell’artista nel vedere la propria opera esposta accanto a giganti dell’arte contemporanea come Andy Warhol, Jackson Pollock e Jean-Michel Basquiat.
Come ha dichiarato la stessa artista: «Che emozione rivedere le mie parole nel servizio di Studio Aperto dedicato alla mostra della Biennale di Sondrio».
Un dialogo con i grandi dell’arte
Esporre accanto a maestri che hanno rivoluzionato il linguaggio artistico del Novecento significa confrontarsi con icone globali. In questo contesto, l’opera "pop" di Carla Bruschi "Voglio tornare a casa" si inserisce con una cifra personale riconoscibile, capace di dialogare con la contemporaneità mantenendo coerenza espressiva.
L’emozione è stata raccontata con parole intense: «È difficile spiegare a parole cosa si prova nel vedere la propria opera esposta accanto a giganti dell’arte contemporanea come Andy Warhol, Jackson Pollock e Jean-Michel Basquiat. È un’emozione autentica, profonda, che ripaga di anni di lavoro, studio e passione».
E ancora: «Ho raccontato davanti alle telecamere quanto sia stato forte l’impatto entrando in sala e vedendo dialogare la mia opera con quelle di artisti che hanno fatto la storia. Non è solo un traguardo personale, ma un momento che sento di condividere con la mia comunità».
Orgoglio e radici
Il legame con il territorio emerge con forza nelle sue parole: «Portare un po’ di Peschiera Borromeo in un contesto così prestigioso mi rende orgogliosa. Le radici contano, e ogni percorso creativo nasce da un territorio, da incontri, da persone che sostengono e credono nel valore dell’arte».
Una dichiarazione che rafforza il senso di appartenenza a una comunità che ha accompagnato e sostenuto il suo percorso artistico.
Impegno sociale e arte come testimonianza
Accanto alla dimensione estetica, il lavoro di Carla Bruschi è da sempre intrecciato a un forte impegno sociale, in particolare contro la violenza sulle donne. Le sue opere non si limitano a rappresentare, ma intendono sensibilizzare e creare consapevolezza.
Emblematica in questo senso è la mostra "Donne a perdere. Piccole storie di ordinaria quotidianità", realizzata in tandem con la giornalista scrittrice Barbara Sanaldi, progetto che ha attraversato l’Italia toccando numerose città e sedi istituzionali, fino ad essere programmato anche alla Camera dei Deputati. Un’iniziativa che ha trasformato l’arte in strumento di denuncia civile e riflessione collettiva.
La Biennale di Sondrio 2026 si inserisce nel più ampio calendario culturale che accompagna le Olimpiadi invernali Milano - Cortina 2026, trasformando l’evento sportivo in occasione di dialogo artistico. “Sport, Pop e Icone” mette in relazione l’immaginario olimpico con l’arte contemporanea, mostrando come l’atleta e il gesto sportivo siano diventati simboli potenti della cultura visiva globale.
La stessa artista ha ricordato che «La mostra è visitabile fino al 16 aprile 2026: un’occasione preziosa per immergersi in un percorso che unisce sport, cultura e icone del nostro tempo, in un dialogo capace di parlare a pubblici diversi».
E ha concluso con un riconoscimento importante: «Un grazie sentito per l’attenzione e la sensibilità dimostrate nei miei confronti. L’arte vive anche attraverso chi la racconta».
In questo scenario internazionale, la presenza di Carla Bruschi assume un valore che va oltre l’aspetto espositivo: è il racconto di un’artista che, partendo dalle sue radici tra Monticelli d’Ongina e Peschiera Borromeo, ha costruito un percorso coerente, capace di coniugare ricerca estetica e responsabilità civile. Un cammino che oggi trova nuova visibilità in un contesto di respiro globale, senza perdere il legame con il territorio che l’ha vista crescere.
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