A San Donato Milanese la mostra sul cane a sei zampe e Leonardo Sinisgalli
Un viaggio tra creatività, cultura d’impresa e comunicazione visiva nella storia di Eni, in programma a Cascina Roma dal 31 gennaio al 28 febbraio 2026
Sinisgalli e un'immagine pubblicitaria con il cane a sei zampe Fonte Comune di San Donato Milanese
Dal 31 gennaio al 28 febbraio 2026 la Galleria d’arte V. Guidi di Cascina Roma, in Piazza delle Arti a San Donato Milanese, ospita la mostra “Il cane a sei zampe e Leonardo Sinisgalli. Creatività e cultura nella storia della comunicazione di Eni”, un’esposizione che racconta l’evoluzione di uno dei marchi più iconici del Novecento italiano e il ruolo centrale svolto da una figura chiave della comunicazione culturale del dopoguerra.
L’iniziativa è promossa dall’Associazione Amici della Basilicata in Lombardia in collaborazione con Eni, la Fondazione Leonardo Sinisgalli e il Comune di San Donato Milanese.
Il significato della mostra e il legame con San Donato Milanese
L’esposizione assume un valore simbolico particolare per la città, sede del quartier generale di Eni e di Metanopoli, la “città del metano” voluta da Enrico Mattei come modello di comunità per i dipendenti dell’azienda. Proprio a San Donato Milanese, nel marzo 2023, l’Associazione Amici della Basilicata in Lombardia aveva promosso il convegno dedicato alla figura di Leonardo Sinisgalli, poeta e ingegnere, protagonista di una stagione unica della comunicazione industriale italiana.
La mostra rappresenta quindi la chiusura ideale di un percorso culturale iniziato in città e proseguito negli anni con studi, incontri e pubblicazioni dedicate al rapporto tra industria, arte e linguaggio.
L’inaugurazione nel giorno dell’anniversario di Sinisgalli
L’inaugurazione è in programma sabato 31 gennaio alle ore 17.30, nel giorno dell’anniversario della scomparsa di Leonardo Sinisgalli. Un momento scelto non casualmente, per sottolineare il valore umano e culturale di un intellettuale capace di coniugare poesia, tecnica e visione aziendale in un periodo cruciale per la crescita del Paese.
L’evento inaugurale offrirà al pubblico un’introduzione al percorso espositivo e un approfondimento sul ruolo svolto da Sinisgalli nella costruzione di un nuovo modo di comunicare l’impresa, capace di parlare non solo di prodotti ma anche di identità, valori e futuro.
Due percorsi espositivi tra archivio e visione culturale
La mostra si articola in un doppio nucleo narrativo. Nel primo, i materiali dell’Archivio storico Eni raccontano la nascita del cane a sei zampe, la sua evoluzione grafica, i cambiamenti nel tempo e l’ultimo recente restyling. Documenti, fotografie, manifesti pubblicitari e riviste aziendali accompagnano il visitatore lungo la storia di un simbolo diventato parte dell’immaginario collettivo italiano.
Nel secondo percorso, lo spazio espositivo accoglie materiali provenienti dalla Fondazione Leonardo Sinisgalli: manifesti, fotografie e riviste che testimoniano l’attività dell’intellettuale lucano come capo del Servizio Pubblicità di Eni tra il 1958 e il 1961. In quegli anni Sinisgalli introdusse nella comunicazione aziendale una visione poetica e culturale innovativa, aprendo il dialogo tra industria, arte e letteratura negli anni del Boom economico.
Gli interventi previsti all’inaugurazione
All’apertura della mostra, introdotta e coordinata da Maria Grazia Trivigno dell’Associazione Amici della Basilicata in Lombardia, sono previsti gli interventi di Tommaso Ruggieri, presidente dell’Associazione, Francesco Squeri, sindaco di San Donato Milanese, Lucia Nardi, responsabile Cultura d’impresa di Eni, Luigi Beneduci e Mimmo Sammartino, rispettivamente presidente e direttore della Fondazione Leonardo Sinisgalli, oltre a Elio Frescani e Biagio Russo, studiosi che hanno approfondito negli anni il rapporto tra Sinisgalli e la comunicazione Eni.
Un’occasione culturale per la città
La mostra rappresenta un’importante occasione culturale per San Donato Milanese, capace di valorizzare la propria storia industriale e di restituire al pubblico una pagina significativa del Novecento italiano, in cui creatività, impresa e cultura seppero dialogare in modo originale e lungimirante. Un percorso che invita a riflettere sul valore della comunicazione come strumento culturale, oltre che economico, e sul ruolo degli intellettuali nel raccontare il cambiamento del Paese.
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