Tra analogico e digitale, da Roma a New York, la collisione tra bit e battito nel debut album di 4Grigio

“Digitanalogico” è la stanza elettrica di 4Grigio, dove il pop d’autore sopravvive al silicio tra synth anni '80 e bufere di neve

New York, 1° gennaio 2025. Fuori Manhattan è paralizzata da una bufera di neve che sfuma i contorni della metropoli; dentro una stanza, un uomo registra l'ultimo respiro di un disco che ha costruito pezzo dopo pezzo, cavo dopo cavo, da solo. Non è l’inizio di un film noir, ma la genesi di "Digitanalogico", il nuovo album di 4Grigio. Romano di nascita e newyorkese d’adozione per affinità elettiva, 4Grigio ha scelto di lavorare in isolamento, allontanandosi consapevolmente dal brusio costante della produzione musicale seriale.

Senza team di scritturaproduttori esterni, “Digitanalogico” nasce da un’autarchia creativa, con ogni fase del lavoro gestita direttamente dall’artista. 4Grigio è un artigiano che ha trasformato il suo home studio in un’officina a porte chiuse, un laboratorio che ha reso il lavoro quotidiano un presidio creativo completamente autonomo: ha scritto, suonato, prodotto e mixato ogni singola traccia, cercando un punto di contatto tra la precisione asettica del digitale e la scrittura intuitiva, di matrice analogica. Il risultato è un pop sporco di asfalto americano ma con il DNA del cantautorato italiano, quello che non ha paura di mostrarsi nudo, essenziale.

La focus track del disco è "Vette", brano che inverte la rotta creativa dell'intero progetto. Se le altre tracce sono nate da una riflessione lenta, "Vette", accompagnato dal lyric video ufficiale, è puro istinto: una produzione elettronica serrata, definita quasi al 100%, che ha orientato parole e melodia. È uno schiaffo all'immobilismo, un invito brutale a smettere di guardare il mondo dal davanzale per affrontare finalmente la propria strada.

Guarda il video ufficiale

«"Vette" è l'urgenza di non perdere la spinta evolutiva proprio mentre il mondo affonda nella mediocrità - dichiara 4Grigio -. L’album vive di questo conflitto costante tra la perfezione delle macchine e il disordine delle mie esperienze reali, dei traslochi, delle notti passate a New York a fare i conti con chi sono diventato».

Dalle ballad incise con la voce graffiata e la rauchedine fino alle visioni mistiche nate durante una traversata nel Mediterraneo, "Digitanalogico" documenta un percorso di ridefinizione identitaria. È la storia di chi ha avuto il coraggio di abbandonare i propri «musei personali» a Roma per rinascerne altrove, portando con sé solo lo stretto necessario: una chitarra, qualche synth e il bisogno di non restare a guardare.

“Digitanalogico” si compone di episodi, di passaggi, di decisioni prese strada facendo. Ogni traccia rappresenta un momento preciso, senza chiuderlo, preparando il terreno a quella successiva. È un album che avanza mentre si interroga, lasciando che ogni brano aggiunga un tratto a un percorso ancora aperto, ancora in divenire.

A seguire, tracklist e track by track del disco.

“Digitanalogico” – Tracklist:

1. Vette
2. Troppe verità
3. Che c’è?
4. Altrodove
5. Come stella cadente
6. Dimora
7. Quando non c’eri tu
8. All’anno che se ne va

“Digitanalogico” – Track by Track:

Vette. L’istinto che precede la ragione. Una produzione elettronica serrata per un testo imperativo: «Lotterai, capirai. Proprio quando sei alle strette, arrivi alle tue vette».

Troppe verità. Il pop-country che incontra la strada. Il racconto del trasferimento a New York, dove la libertà coincide con la capacità di lasciar andare il passato.

Che c’è. La bellezza dell’imperfezione. Registrata con un mal di gola che ne accentua la delicatezza, è una traccia che ignora la tecnica per cercare il contatto.

Altrodove. Un limbo interiore tradotto in frequenze. La ricerca di quel luogo non geografico dove le ansie svaniscono e le idee tornano a fiorire.

Come stella cadente. Un’evoluzione materica: nata lo-fi, si è trasformata in un arrangiamento caldo e organico, emblema di una luce che resiste all’oscurità.

Dimora. Il mare come unico confine. Ispirata da un’esperienza spirituale nel Mediterraneo, trasforma la «casa» in un concetto metafisico.

Quando non c’eri tu. Una storia di rivalsa, di riequilibrio, riflessa negli occhi di chi ci accompagna. Il cielo di Roma che si posa sopra i tetti, regalando un’armonia che sembrava perduta.

All’anno che se ne va. New York, 1° gennaio 2025. Una bufera di neve fuori e la necessità di scrivere pagine che sono fermi immagine dell’anima. Il cerchio che si chiude per poter ripartire.

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