Dal racconto all’azione, quando il cambiamento diventa una scelta consapevole

Nel Capitolo Cinque de “L’elefante bianco e la tigre verde” Stefano Faita accompagna l’imprenditore nel passaggio decisivo: trasformare la presa di coscienza in un percorso di trasformazione concreta

Con il Capitolo Cinque, “L’elefante bianco e la tigre verde” entra in una fase cruciale del suo percorso narrativo e metodologico. Dopo aver riconosciuto il caos operativo, smontato i falsi miti e ripercorso le esperienze personali che hanno segnato il suo cammino imprenditoriale, Stefano Faita introduce un passaggio chiave: il momento in cui l’imprenditore sceglie se continuare a subire le dinamiche disfunzionali del proprio lavoro oppure iniziare, davvero, un processo di cambiamento strutturato. Il capitolo si colloca quindi come ponte tra la parte riflessiva del libro e quella pienamente operativa, preparando la mente e il metodo a un’evoluzione consapevole.

In questo capitolo l’autore insiste su un concetto centrale: il cambiamento non arriva per caso e non coincide con un atto impulsivo. È, al contrario, una decisione che nasce da un percorso interiore fatto di consapevolezza, responsabilità e capacità di guardarsi con onestà. Faita descrive il punto di svolta come un momento in cui l’imprenditore smette di giustificare il caos con la fretta, le urgenze o il contesto esterno e riconosce che molte criticità prendono forma dentro la propria modalità di gestione, nella mancanza di metodo e nella sovrapposizione di ruoli e funzioni.

Il Capitolo Cinque invita così a compiere una scelta: continuare a vivere in una dimensione di sopravvivenza, fatta di reazioni e rincorse, oppure iniziare a costruire un modello più equilibrato e sostenibile. Faita sottolinea come non si tratti di un cambio improvviso, ma di un percorso graduale che richiede disciplina, costanza e soprattutto il coraggio di modificare abitudini consolidate. È il momento in cui l’imprenditore accetta di mettere in discussione sé stesso prima ancora dell’organizzazione che guida.

Un aspetto particolarmente significativo del capitolo riguarda il rapporto tra crescita personale e crescita aziendale. Faita evidenzia come nessuna trasformazione reale dell’impresa possa avvenire senza un’evoluzione parallela di chi la guida. Non basta introdurre strumenti, processi o nuove strategie: il primo cambiamento è interiore e riguarda la capacità di dare priorità, delegare, comunicare in modo più efficace e definire confini più sani tra lavoro e vita privata. Solo da questa maturazione può nascere un’impresa più solida e consapevole.

Il capitolo introduce inoltre i primi riferimenti espliciti a quello che diventerà il metodo strutturato dei capitoli successivi. Non ancora nelle sue componenti tecniche, ma nella sua filosofia di fondo: passare dal caos alla chiarezza attraverso un processo guidato, fatto di obiettivi chiari, scelte coerenti e azioni progressivamente più ordinate. Faita non promette cambiamenti immediati, ma propone un approccio realistico, che mantiene saldo il legame tra concretezza operativa e attenzione alla dimensione umana.

Il Capitolo Cinque rappresenta dunque un passaggio di maturità all’interno del libro. Non è più solo il tempo del racconto, né quello della presa di coscienza: è il punto in cui il lettore viene invitato a decidere se restare nella posizione di chi osserva o entrare davvero in un percorso di trasformazione. È la soglia in cui il cambiamento smette di essere un desiderio astratto e diventa una scelta che chiama in causa responsabilità, metodo e volontà di migliorare.

Titolo: L’elefante bianco e la tigre verde
Sottotitolo: Mindset e metodo per smettere di sopravvivere e vincere in ogni area della tua vita
Genere: Impresa, crescita personale, management, leadership
Autore: Stefano Faita
Formato: Copertina flessibile
Lingua: Italiano
Data di pubblicazione: 20 ottobre 2025
Pagine: 176
Dimensioni: 15,24 × 1,02 × 22,86 cm
ISBN-13: 979-1257620158

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