Dalla Lombardia all’Abruzzo, il viaggio artistico di Francesco Guadagnuolo nel segno di Joseph Beuys
Dalla ricerca sulla cura al CNAO di Pavia fino all’Orto Botanico di Collemaggio all’Aquila: un percorso che intreccia tecnologia, natura e responsabilità attraverso l’arte contemporanea
Francesco Guadagnuolo al CNAO (Pavia)
Francesco Guadagnuolo in occasione della sua mostra al CNAO (Pavia) - Arte come cura dell’umanità-
PAVIA / L’AQUILA – Un viaggio che unisce due territori e due luoghi simbolo della ricerca e della rigenerazione, mettendo al centro il rapporto tra arte, fragilità e cura. È quello dell’artista Francesco Guadagnuolo, protagonista di un percorso che parte dal CNAO – Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica di Pavia e approda all’Orto Botanico di Collemaggio, all’Aquila, dove partecipa alla mostra internazionale Germogliati semi.
L’esposizione, inserita nel programma de L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 e curata da Antonio Gasbarrini e Mariano Cipollini, riunisce oltre trenta artisti chiamati a confrontarsi sul tema della Scultura Sociale e sul ruolo dell’arte nella società contemporanea.
Per Guadagnuolo il filo conduttore del progetto nasce dall’esperienza vissuta a Pavia, dove, in occasione di una mostra personale, ha approfondito il tema della vulnerabilità del corpo umano osservando da vicino il lavoro svolto all’interno del CNAO. Nella sua interpretazione, il Sincrotrone non rappresenta soltanto una sofisticata tecnologia per la cura dei tumori, ma diventa il simbolo di una forza capace di generare speranza e nuove possibilità.
Questo percorso trova una naturale prosecuzione all’Aquila, dove l’attenzione si sposta dalla fragilità dell’essere umano a quella dell’ambiente. L’Orto Botanico di Collemaggio diventa così il luogo in cui la natura racconta la propria capacità di rigenerarsi, trasformandosi nello scenario ideale per riflettere sul rapporto tra uomo, paesaggio e responsabilità collettiva.
Al centro dell’intervento artistico di Guadagnuolo c’è il ritratto di Joseph Beuys, figura di riferimento dell’arte contemporanea, reinterpretato attraverso la croce beuysiana e gli elementi anatomici della serie I luoghi del corpo. Un’opera che richiama i temi del Transrealismo Umanizzante sviluppato dall’artista e propone una riflessione sulla condizione dell’uomo contemporaneo, sospeso tra vulnerabilità e possibilità di rinascita.
Il dialogo tra Pavia e L’Aquila assume così un valore simbolico. Se nel capoluogo lombardo la cura si manifesta attraverso l’innovazione scientifica, nel capoluogo abruzzese prende forma nella forza rigeneratrice della natura. Due esperienze diverse che, nella visione dell’artista, appartengono a un unico percorso etico e culturale.
«La cura è un’opera collettiva. La vulnerabilità non è un limite, ma una possibilità. L’arte può contribuire a guarire l’umanità perché è una forma di responsabilità verso la vita. Io cerco di rendere attuale ciò che Beuys aveva intuito: la cura dell’uomo e la cura della natura sono la stessa cosa», afferma Francesco Guadagnuolo.
La mostra Germogliati semi sarà visitabile fino al 5 settembre 2026 e rappresenta un’occasione per approfondire il dialogo tra arte contemporanea, ricerca scientifica e tutela dell’ambiente, attraverso opere che invitano a riflettere sul significato della cura come valore condiviso.
La dimensione sciamanica di Beuys e il Transrealismo di Francesco Guadagnuolo
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