Nasce la Consulta dei Distretti del Cibo: la Lombardia punta sul territorio per salvare le filiere agroalimentari

Prima seduta a Palazzo Lombardia: contributi fino all'80% per i progetti locali. L'obiettivo è valorizzare i prodotti tipici e rendere competitivo un settore strategico per l'economia regionale

Il consigliere regionale Alberto Mazzoleni a Palazzo Lombardia

Il consigliere regionale Alberto Mazzoleni a Palazzo Lombardia

Un momento dell'incontro

Un momento dell'incontro

La Lombardia si dà uno strumento in più per tutelare e valorizzare il proprio patrimonio agroalimentare. Questa mattina, a Palazzo Lombardia a Milano, si è tenuta la prima seduta della Consulta regionale dei Distretti del Cibo, un organismo istituito per dare corpo e concretezza alle politiche regionali a sostegno delle filiere alimentari locali.

La convocazione è arrivata dall'assessore regionale Alessandro Beduschi. All'ordine del giorno c'erano due punti concreti: l'individuazione di un coordinatore in rappresentanza dei distretti e la valutazione di proposte operative, tra cui l'aggiornamento delle disposizioni per il riconoscimento ufficiale dei distretti del cibo. Un primo passo, ma significativo.

Tra i componenti dell'organismo figura il consigliere regionale Alberto Mazzoleni, membro della Commissione Agricoltura e della Commissione speciale Montagna. «L'avvio della Consulta rappresenta un passaggio fondamentale per dare piena attuazione alle politiche regionali a sostegno dei distretti del cibo — ha dichiarato Mazzoleni —. Si tratta di uno spazio di confronto concreto tra istituzioni e territori, che consentirà di valorizzare le eccellenze locali e rafforzare l'intero comparto agroalimentare».

Non si tratta solo di parole. Dietro la Consulta c'è un bando già attivo, approvato con decreto dirigenziale nel novembre 2024, che prevede contributi fino all'80% delle spese ammissibili per un massimo di 20.000 euro a progetto. I fondi sono destinati a iniziative di promozione dei prodotti locali, innovazione e sostenibilità, cooperazione tra distretti, contrasto allo spreco alimentare, educazione ambientare e alimentare e rafforzamento delle competenze interne. Risorse concrete, con un orizzonte triennale che copre il periodo 2024-2026.

«Parliamo di strumenti concreti, accompagnati da risorse dedicate nel triennio 2024-2026, che permetteranno ai distretti di sviluppare progettualità innovative e sostenibili — ha aggiunto Mazzoleni —. Il nostro obiettivo sarà trasformare queste opportunità in risultati tangibili per le comunità locali».

In Lombardia i distretti del cibo rappresentano una rete capillare di realtà produttive legate al territorio: dalle Dop alle produzioni tipiche locali, passando per le filiere corte e i mercati di prossimità. Dare loro uno strumento istituzionale di confronto e risorse economiche concrete è una scelta che va nella direzione giusta. La sfida adesso è trasformare la prima seduta in un percorso duraturo, capace di generare risultati visibili per le imprese e per i cittadini.


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