La cucina italiana diventa "Patrimonio immateriale dell’umanità"

Il riconoscimento dell’UNESCO dà nuovo slancio alla nostra sezione “Degustarte”, perché il cibo è cultura, identità e arte viva

La delegazione italiana a Nuova Delhi guidata dal Vicepremier e Ministro degli Esteri Antonio Tajani

La delegazione italiana a Nuova Delhi guidata dal Vicepremier e Ministro degli Esteri Antonio Tajani

Dal 10 dicembre 2025 la cucina italiana è ufficialmente Patrimonio Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO. Un annuncio storico, arrivato durante la ventesima sessione del Comitato intergovernativo riunito a Nuova Delhi, che sancisce ciò che tutti noi, in Italia, viviamo ogni giorno: la cucina non è solo nutrimento, è un linguaggio culturale, un gesto tramandato, un rito che unisce famiglie, territori e generazioni. È parte profonda della nostra identità collettiva. Il riconoscimento internazionale, come è stato dedicato questa mattina, riguarda l’Italia ma parla al mondo intero: la cucina come bene culturale, come eredità comune dell’umanità.


Il dossier “La Cucina Italiana, tra sostenibilità e diversità bioculturale” porta la firma di Maddalena Fossati Dondero, direttrice de La Cucina Italiana, che con Casa Artusi e l’Accademia Italiana della Cucina ha guidato un lavoro iniziato nel 2020 e sostenuto, nel tempo, da cuochi, studiosi e istituzioni. Un percorso che ha coinvolto figure come Massimo Bottura, Davide Oldani, Antonia Klugmann, Carlo Cracco, Niko Romito e Antonino Cannavacciuolo, insieme ai contributi accademici di Pier Luigi Petrillo e Massimo Montanari. Una comunità vasta, capace di dimostrare come la cucina italiana sia un mosaico vivente di pratiche, storie e biodiversità.

Le parole dei protagonisti raccontano bene il senso di questa giornata. Maddalena Fossati Dondero lo ha definito «un patrimonio fatto di identità, comunità e tradizioni che si tramandano di generazione in generazione». Pier Luigi Petrillo ha ricordato che la nostra cucina «è un melting pot di saperi e abitudini», un esempio concreto di dialogo tra culture. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un videomessaggio, ha sottolineato come questo riconoscimento sia «un primato che ci inorgoglisce», capace di rafforzare ancora di più il valore del nostro sistema agricolo, produttivo e gastronomico.

Alle dichiarazioni istituzionali si è aggiunto anche il commento del vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che sui suoi profili social ha espresso la soddisfazione del Governo: «Orgoglioso di annunciare dalla Conferenza UNESCO di New Delhi che la cucina italiana è stata iscritta nel Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO! Un riconoscimento straordinario ai sapori, alle tradizioni e alla creatività che unisce generazioni e valorizza i territori, rendendo l’Italia un Paese unico al mondo. Questo traguardo riflette l’impegno più ampio del Governo nella salvaguardia del nostro patrimonio agroalimentare e nella promozione della cucina e della nostra filiera di imprese agroalimentari come strumento di dialogo, cooperazione, solidarietà e pace».

Questo passaggio epocale parla all’Italia, ma anche al mondo: la cucina è cultura, storia, comunità, un patrimonio immateriale equiparabile a un’opera d’arte.

Ed è qui che, per noi di Dossier Cultura, il cerchio si chiude.
Quando nel 2025 abbiamo rilanciato il nostro progetto editoriale, una delle prime scelte è stata quella di introdurre Degustarte, la sezione dedicata ai legami profondi tra cucina, enogastronomia e cultura. Lo abbiamo fatto convinti che i piatti, i vini, le tradizioni della tavola siano espressioni artistiche al pari di un quadro, un concerto, una scultura. Raccontano territori, emozioni, memorie. Sono narrazioni che vivono nei sapori, nelle tecniche, nei gesti che si ripetono e che cambiano, nei ricettari di famiglia come nelle creazioni degli chef contemporanei.

Il riconoscimento dell’UNESCO conferma in modo straordinario questa visione. La cucina italiana non è solo patrimonio degli italiani: è patrimonio dell’umanità. È un bene culturale immateriale da proteggere, valorizzare e tramandare. È la dimostrazione più chiara di come il cibo sia cultura, storia, creatività, comunità.

Per questo, da oggi, Degustarte avrà un nuovo slancio. Racconteremo con ancora maggiore profondità il valore culturale del cibo e del vino, la loro dimensione artistica, i territori che li generano, i saperi che li custodiscono, le persone che li trasformano in identità condivisa. Lo faremo con uno sguardo ampio, contemporaneo, curioso. Perché la cucina non appartiene solo ai cuochi: appartiene a tutti noi. E adesso, ufficialmente, appartiene anche al mondo.
Giulio Carnevale


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