Venus a PM23: il racconto della femminilità tra Joana Vasconcelos e Valentino Garavani

Un percorso espositivo che, attraverso il dialogo tra scultura e moda, ha esplorato la rappresentazione della figura femminile nelle sue molteplici sfaccettature, interrogando e decostruendo gli stereotipi che ne hanno segnato la storia sin dalle origini

Joana Vasconcelos protagonista dell’arte contemporanea europea

La mostra Venus allestita a Palazzo Mignanelli è un omaggio alla donna nella sua totalità. Prima di parlare della mostra, è necessaria una piccola presentazione dell’artista portoghese. Joana Vasconcelos è un'artista che combina tradizioni artigianali, cultura pop e installazioni monumentali. Le sue opere trasformano oggetti comuni in esperienze visive sorprendenti, usando umorismo e spettacolarità per affrontare questioni sociali, culturali e identitarie contemporanee.
L’artista utilizza materiali molto diversi come tessuti, uncinetto, ceramica, metallo, elettrodomestici e altri vari oggetti di uso comune, creando per mezzo di essi una riflessione su temi molto importanti e attuali, come, in questo caso, il ruolo della donna nella società, ma anche il consumismo, l'identità nazionale portoghese o il rapporto tra tradizione e modernità. Vasconcelos riprende l’idea di ready-made di Marcel Duchamp, ovvero l'uso di oggetti già esistenti trasformati poi in opere monumentali e decorative che stupiscono lo spettatore per la loro particolarità ed il tripudio di colori. Le sue opere sono provocatorie, un esempio perfetto è proprio l’opera che le ha portato fama internazionale: “A Noiva” (The Bride), un enorme lampadario composto da tamponi mestruali presentato alla Biennale di Venezia del 2005. 

Venus: quando l’arte incontra l’alta moda

Il suo carattere e la sua essenza artistica si fanno assolutamente riconoscibili nella mostra Venerus, dove le sue opere entrano in dialogo con capolavori di couture della maison Valentino. Lo stilista diventa assoluto protagonista non solo per mezzo dei suoi meravigliosi abiti, ma anche per via della sede stessa della mostra, Palazzo Mignanelli, sede della Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti.
È un luogo pensato per proteggere e promuovere un patrimonio unico, dove memoria, cultura e creatività si fondono per mantenere viva l’eredità artistica di Valentino e tramandarla alle nuove generazioni.
Ispirandosi all’universo creativo dello stilista lombardo, Joana Vasconcelos dà vita a un nuovo corpus di opere che supera il semplice omaggio per trasformarsi in un autentico dialogo tra due linguaggi artistici. Quindici opere principali, tra cui due monumentali sculture all’aperto, si confrontano con trentadue creazioni firmate Valentino, dando forma ad un percorso espositivo in cui moda e scultura intrecciano un continuo scambio di suggestioni, forme e significati. 
L’artista lascia immergere lo spettatore nella sua idea di arte già dalla prima stanza, con l’opera “ Valchiria”. Dal 2004 Joana Vasconcelos sviluppa la serie delle Valchirie, monumentali installazioni che combinano elementi tessili e strutture gonfiabili, interamente realizzate nel suo atelier di Lisbona. Concepite non per essere indossate ma per abitare lo spazio, queste opere dialogano con l’architettura che le accoglie, trasformandola e coinvolgendo il visitatore in un’esperienza immersiva, quasi fiabesca. In questa occasione, la scultura si estende per oltre 14 metri, dando vita a un ambiente avvolgente ricco di colori, motivi decorativi e texture. L’opera si completa con dieci creazioni di Valentino, che accompagnano il pubblico lungo un percorso suggestivo in cui arte e moda si fondono in una dimensione sospesa tra immaginazione e realtà.

Un’ immagine di femminilità che rompe gli stereotipi

La figura della donna è al centro di tutta l’esposizione. Vasconcelos crea opere che portano in scena l’emancipazione femminile, come “Marilyn”. Si tratta della raffigurazione di un monumentale paio ti tacchi a spillo, creati assemblando a mano, ripetutamente, la modesta pentola Silampos n.16, presente in tutte le cucine portoghesi. L’opera mette in discussione lo stereotipo che confina la donna alla sola dimensione domestica. L’impegno casalingo, privato e familiare è spesso invisibile dimenticato, mentre delle donne si nota molto spesso solo l’esteriorità e la presunta vanità. Questa dualità richiama due aspetti fondamentali e persistenti nell’immaginario femminile: l’intimità dello spazio domestico e la dimensione pubblica della costruzione dell’identità. Tre sono gli abiti che dialogano con l’opera: al centro un abito bustier raffigura la femminilità classica ricordando con il corpetto un look da perfetta cenerentola. Ai lati troviamo un abito stile impero con motivi floreali stile Art Nouveau ed un vestito in seta laminata color argento. Nel loro insieme, queste creazioni esaltano i temi della trasformazione e della teatralità che attraversano l’intera opera. Tra le opere più sorprendenti del percorso espositivo, figura Full Steam Ahead (Red) #1, in cui Joana Vasconcelos reinterpreta il ferro da stiro a vapore, trasformandolo in una raffinata scultura cinetica. L’oggetto si apre progressivamente come un loto meccanico, dando forma a una potente metafora della metamorfosi. Attraverso il richiamo al fiore di loto, tradizionale simbolo di purezza e rinascita, l’artista riflette sulla capacità di emergere e rigenerarsi, suggerendo un’idea di resilienza silenziosa che affiora anche dai contesti più complessi. Il dialogo tra la scultura e l’abito da sera posto al suo fianco si sviluppa attorno all’immagine del fiore, metafora di una bellezza sospesa tra realtà e immaginazione. La silhouette slanciata dell’abito nero, arricchita da ricami in jais e da jambot decorati, appartenenti alla collezione Haute Couture Valentino Garavani Autunno-Inverno 2001/2002, evoca la presenza di un fiore notturno e quasi soprannaturale. Insieme, le due opere costruiscono una riflessione sulla metamorfosi e sulla rinascita, mettendo in scena una tensione continua tra fragilità e potenza, materia e leggerezza, femminilità e trasformazione. 
Attraverso il percorso espositivo, la figura femminile si sottrae agli stereotipi che da sempre ne hanno condizionato la rappresentazione, aprendosi ad una nuova e più complessa visione. Ne emerge l’immagine di una donna libera, irriducibile a categorie prestabilite, capace di oltrepassare confini e definizioni convenzionali.

"Full Steam Ahead (Red) #1" J. Vasconcelos;

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