“Si prega di toccare”: a Lodi l’arte diventa esperienza sensoriale accessibile a tutti |Gallery|
Fino a domenica 3 maggio 2026, a Palazzo Ghisi, l’ottava edizione della mostra che invita il pubblico a vivere l’arte con le mani
Si prega di toccare, l'arte in punta di dita
30 aprile 2026
La presentazione Foto di Massimiliano Gentilini
Inaugurata venerdì 24 aprile 2026 a Lodi la mostra "Si prega di toccare: l'arte in punta di dita" promossa dall'Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti. Una mostra in cui toccare le opere non solo è auspicabile ma addirittura richiesto. Le opere d'arte infatti possono essere ammirate con gli occhi ma anche essere fruite attraverso il tatto. Per chi volesse è inoltre possibile fare l'esperienza di apprezzarle con una mascherina sugli occhi guidati da una persona ipovedente o non vedente, perché come ha affermato lo scultore Felice Tagliaferri "a volte il tatto va oltre la vista".
Si tratta anche di un evento che ha carattere "sociale" perché ricorda che "ci sono persone che nel quotidiano devono affrontare delle difficoltà" e in tutto questo c'è "una componente di amore altissima che sviluppa l'empatia come sesto senso" proprio perché aiuta ad avere un'altra visione del mondo e a comprendere come le persone cieche o ipovedenti vivono la quotidianità.
La mostra è giunta alla sua ottava edizione, con opere sempre nuove e diverse.
Ma come è nata questa iniziativa? "È nata per caso nel 2018 - ci ha detto Giuseppe Maria Tortini, presidente dell'Unione Italiana Ciechi della sezione di Lodi - su suggerimento dell'architetto Quadraroli e del professor Diegoli e nella sua prima edizione è durata un solo giorno. È proseguita poi negli anni successivi, ampliandosi di anno in anno. C'è poi stato lo stop del 2020 a causa del covid, ma dal 2021 abbiamo avuto l'idea di rivolgerci alla Banca Centropadana di Lodi per chiedere di poter utilizzare gli spazi che ancora oggi ospitano l'esposizione. Siamo cresciuti, grazie ai curatori e alle nostre idee. Ho personalmente contattato lo scultore ipovedente Felice Tagliaferri, che ha portato le sue prime opere e che è diventato una presenza fissa portando ogni anno nuove e considerevoli creazioni. Inizialmente si trattava solo di una mostra tattile, poi abbiamo deciso di dare la possibilità di fruire dell'esposizione con le guide del liceo Piazza facendo toccare le opere per farle comprendere in modo diverso, perché è difficile capire un'opera d'arte con un senso che normalmente non si utilizza. Successivamente abbiamo aggiunto anche una proposta musicale, anche con musicisti non vedenti o ipovedenti. Negli ultimi anni abbiamo avuto un migliaio di presenze a ogni edizione e i riscontri sono sempre molto positivi, abbiamo modo di capirlo anche dal guestbook che mettiamo all'ingresso della mostra e nel quale i visitatori lasciano i loro messaggi e le loro impressioni. Noi ci mettiamo la parte emozionale e ci sentiamo considerati per quello che siamo realmente". E qual è l'aspetto che colpisce di più i visitatori? "Le persone vedenti ci dicono che non si rendono conto della fortuna che hanno potendo vedere, molti per esempio temono il camminare al buio seppur condotti e non accettano di fare l'esperienza con la mascherina".
Lo scultore Felice Tagliaferri ha per l'occasione presentato tre opere in marmo di Carrara. Dove ha trovato l'ispirazione per queste sculture? "Per la 'Donna che ce la fa' ho riflettuto sul fatto che forse il 90% delle donne è ingabbiato, in un matrimonio o in altre situazioni della vita, quindi quest'opera vuole essere uno stimolo a farcela, ad uscire dalla gabbia; mentre per 'La forza dell'amore' sono stato ispirato da una catena rotta e ho pensato che l'amore è davvero così forte da rompere proprio le catene". Perché, secondo lei, è importante una mostra che si può toccare? "Perché il tatto vede oltre la vista, ad esempio se non tocchi la catena rotta nella mia scultura non la vedi. Se entri in una stanza tu vedi la stanza e pensi di conoscerla, io per conoscerla invece devo toccarla ed esplorarla punto per punto, però io alla fine so dov'è ad esempio la presa elettrica e tu no. Vediamo lo stesso mondo ma in modi completamente diversi, per questo è importante comprendersi anche in questo modo entrando in empatia".
Alla mostra partecipa per la seconda volta anche un artista melegnanese, Fabrizio Lana. Cosa rende questa esperienza così particolare per lei e per chi visita la mostra? "Per quanto mi riguarda è una volontà di crescita personale, per creare nuove possibilità creative, per me stesso e verso altre visioni possibili, come scambio e crescita. Per chi visiterà la mostra, spero che potrà ampliare la propria visione delle possibilità umane". Che tipo di creazioni ha presentato in questa edizione? "Ho presentato tre opere, provando a estrapolare da alcuni miei disegni la possibilità d'essere sentiti forse più profondamente, sviluppandoli in 3D. Ho scelto un viso, un airone e una carpa koi". Cosa significa per lei poter visionare un'opera toccandola? "Comprenderla meglio, per andare oltre".
I riscontri dai partecipanti, sia da chi ha scelto di fare l'esperienza al buio sia da chi ha fruito le creazioni in modo classico, sono molto positivi: "È un'esperienza molto interessante, la percezione delle opere è molto diversa perché quello del tatto è proprio un altro panorama che si apre e alcune delle creazioni presenti danno proprio un'esperienza completamente diversa al tatto", "Consente di vedere l'arte da un altro punto di vista ed è molto bello sperimentarla in quest'ottica. È sicuramente un'esperienza nuova ed è molto interessante vedere attraverso le mani, soprattutto perché è un po' una sorpresa vedere le opere dopo averle solo toccate dal momento che ci si rende conto che ciò che si vede è in qualche modo diverso da ciò che si era percepito al tatto". Ma qual è la cosa che rimane più impressa? "È certamente una narrazione complessa e interessante, si potrebbe stare a toccare alcune opere per molto tempo", "Ci sono diverse creazioni interessanti da esplorare; ma la cosa che colpisce di più è che di solito nei musei è vietato toccare, mentre qui si vede attraverso le mani". Cosa si prova, dunque, a fruire di una mostra usando un senso diverso dalla vista? "È un'occasione di aprire una finestra, che del resto è ciò che fa l'arte", "È importante fare questo tipo di esperienza perché si entra in una dimensione più corporea, mentre la vista forse è più legata alla mente".
La mostra è a ingresso libero ed è visitabile fino al 3 maggio 2026 nei seguenti orari:
Si tratta anche di un evento che ha carattere "sociale" perché ricorda che "ci sono persone che nel quotidiano devono affrontare delle difficoltà" e in tutto questo c'è "una componente di amore altissima che sviluppa l'empatia come sesto senso" proprio perché aiuta ad avere un'altra visione del mondo e a comprendere come le persone cieche o ipovedenti vivono la quotidianità.
La mostra è giunta alla sua ottava edizione, con opere sempre nuove e diverse.
Ma come è nata questa iniziativa? "È nata per caso nel 2018 - ci ha detto Giuseppe Maria Tortini, presidente dell'Unione Italiana Ciechi della sezione di Lodi - su suggerimento dell'architetto Quadraroli e del professor Diegoli e nella sua prima edizione è durata un solo giorno. È proseguita poi negli anni successivi, ampliandosi di anno in anno. C'è poi stato lo stop del 2020 a causa del covid, ma dal 2021 abbiamo avuto l'idea di rivolgerci alla Banca Centropadana di Lodi per chiedere di poter utilizzare gli spazi che ancora oggi ospitano l'esposizione. Siamo cresciuti, grazie ai curatori e alle nostre idee. Ho personalmente contattato lo scultore ipovedente Felice Tagliaferri, che ha portato le sue prime opere e che è diventato una presenza fissa portando ogni anno nuove e considerevoli creazioni. Inizialmente si trattava solo di una mostra tattile, poi abbiamo deciso di dare la possibilità di fruire dell'esposizione con le guide del liceo Piazza facendo toccare le opere per farle comprendere in modo diverso, perché è difficile capire un'opera d'arte con un senso che normalmente non si utilizza. Successivamente abbiamo aggiunto anche una proposta musicale, anche con musicisti non vedenti o ipovedenti. Negli ultimi anni abbiamo avuto un migliaio di presenze a ogni edizione e i riscontri sono sempre molto positivi, abbiamo modo di capirlo anche dal guestbook che mettiamo all'ingresso della mostra e nel quale i visitatori lasciano i loro messaggi e le loro impressioni. Noi ci mettiamo la parte emozionale e ci sentiamo considerati per quello che siamo realmente". E qual è l'aspetto che colpisce di più i visitatori? "Le persone vedenti ci dicono che non si rendono conto della fortuna che hanno potendo vedere, molti per esempio temono il camminare al buio seppur condotti e non accettano di fare l'esperienza con la mascherina".
Lo scultore Felice Tagliaferri ha per l'occasione presentato tre opere in marmo di Carrara. Dove ha trovato l'ispirazione per queste sculture? "Per la 'Donna che ce la fa' ho riflettuto sul fatto che forse il 90% delle donne è ingabbiato, in un matrimonio o in altre situazioni della vita, quindi quest'opera vuole essere uno stimolo a farcela, ad uscire dalla gabbia; mentre per 'La forza dell'amore' sono stato ispirato da una catena rotta e ho pensato che l'amore è davvero così forte da rompere proprio le catene". Perché, secondo lei, è importante una mostra che si può toccare? "Perché il tatto vede oltre la vista, ad esempio se non tocchi la catena rotta nella mia scultura non la vedi. Se entri in una stanza tu vedi la stanza e pensi di conoscerla, io per conoscerla invece devo toccarla ed esplorarla punto per punto, però io alla fine so dov'è ad esempio la presa elettrica e tu no. Vediamo lo stesso mondo ma in modi completamente diversi, per questo è importante comprendersi anche in questo modo entrando in empatia".
Alla mostra partecipa per la seconda volta anche un artista melegnanese, Fabrizio Lana. Cosa rende questa esperienza così particolare per lei e per chi visita la mostra? "Per quanto mi riguarda è una volontà di crescita personale, per creare nuove possibilità creative, per me stesso e verso altre visioni possibili, come scambio e crescita. Per chi visiterà la mostra, spero che potrà ampliare la propria visione delle possibilità umane". Che tipo di creazioni ha presentato in questa edizione? "Ho presentato tre opere, provando a estrapolare da alcuni miei disegni la possibilità d'essere sentiti forse più profondamente, sviluppandoli in 3D. Ho scelto un viso, un airone e una carpa koi". Cosa significa per lei poter visionare un'opera toccandola? "Comprenderla meglio, per andare oltre".
I riscontri dai partecipanti, sia da chi ha scelto di fare l'esperienza al buio sia da chi ha fruito le creazioni in modo classico, sono molto positivi: "È un'esperienza molto interessante, la percezione delle opere è molto diversa perché quello del tatto è proprio un altro panorama che si apre e alcune delle creazioni presenti danno proprio un'esperienza completamente diversa al tatto", "Consente di vedere l'arte da un altro punto di vista ed è molto bello sperimentarla in quest'ottica. È sicuramente un'esperienza nuova ed è molto interessante vedere attraverso le mani, soprattutto perché è un po' una sorpresa vedere le opere dopo averle solo toccate dal momento che ci si rende conto che ciò che si vede è in qualche modo diverso da ciò che si era percepito al tatto". Ma qual è la cosa che rimane più impressa? "È certamente una narrazione complessa e interessante, si potrebbe stare a toccare alcune opere per molto tempo", "Ci sono diverse creazioni interessanti da esplorare; ma la cosa che colpisce di più è che di solito nei musei è vietato toccare, mentre qui si vede attraverso le mani". Cosa si prova, dunque, a fruire di una mostra usando un senso diverso dalla vista? "È un'occasione di aprire una finestra, che del resto è ciò che fa l'arte", "È importante fare questo tipo di esperienza perché si entra in una dimensione più corporea, mentre la vista forse è più legata alla mente".
La mostra è a ingresso libero ed è visitabile fino al 3 maggio 2026 nei seguenti orari:
- Dal lunedi al venerdi dalle ore 17:00 alle ore 19.00.
- Sabato e festivi dalle ore 10.00 alle ore 12.30 - dalle ore 15.00 alle ore 19.00.
- Domenica 3 maggio chiusura alle ore 18.00.
30 aprile 2026
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