Restanza, la luce e l'assenza nella pittura di Karam Sebastiano Cannarella a Brera
Dal 14 al 28 ottobre la mostra a cura di Vera Agosti allo Studio Zecchillo, l'ex studio di Piero Manzoni. Inaugurazione mercoledì alle 18
La soglia rimasta, Karam Sebastiano Cannarella Karam Sebastiano Cannarella, La soglia rimasta, 100 x 100 cm, 2026
Una mostra nel cuore di Brera
Stanze vuote, porte socchiuse, teatri senza pubblico. E una luce che entra dove nessuno c'è più. Si intitola Restanza la nuova personale di Karam Sebastiano Cannarella, a cura di Vera Agosti, in programma dal 14 al 28 ottobre allo Studio Zecchillo, l'ex studio di Piero Manzoni in via Fiori Chiari 16. L'inaugurazione è fissata per mercoledì 14 ottobre alle 18. La mostra si visita dal lunedì al venerdì, dalle 15 alle 18.
Le figure scompaiono, resta lo spazio
La nuova ricerca dell'artista segna una svolta. Le figure umane spariscono poco a poco e al loro posto restano gli spazi e gli oggetti: stanze abbandonate, palcoscenici vuoti, scarpe lasciate sul pavimento. Sono gli indizi di una storia che lo spettatore è invitato a ricostruire. La luce non serve solo a illuminare: è materia pittorica, elemento del racconto ed emozione. Può essere una promessa di salvezza oppure una lama che taglia il buio.
«Dipingere la luce nello spazio significa confrontarsi con il vuoto e l'infinito», scrive la curatrice. «Nella pittura di Cannarella è ambivalente: ora protegge e conserva, è l'energia che dà forma alle cose e le custodisce; ora svela, acceca o lacera la realtà, diventando una lama che fende le tenebre».
Il chiaroscuro diventa così una grammatica del ricordo: ciò che è illuminato emerge con forza, ciò che resta nell'ombra conserva il suo enigma.
Tre opere per capire la mostra
In La soglia rimasta un fascio di luce entra da una porta socchiusa e attraversa una stanza buia, tra bianchi accesi e grigi antracite. In L'eco resta il luogo dell'assenza è un teatro: platea vuota, un pianoforte, rose bianche, un calice, una maschera e un violino dai toni caldi del legno, unico colore in una scena quasi monocroma. In Spiraglio, invece, una luce accecante illumina un paio di scarpe magenta, una candela appena spenta e uno sgabello nella penombra. Chi è passato di lì? E cosa è successo prima?
Un luogo carico di memoria
La scelta della sede non è casuale. Lo Studio Zecchillo è stato lo studio di Piero Manzoni e del cantante d'opera Giuseppe Zecchillo e conserva a sua volta le tracce di chi lo ha abitato. Un luogo perfetto per una mostra che parla di ciò che rimane.
La memoria accompagna Cannarella anche fuori dalla pittura. L'artista è autore di cinque romanzi, uno già pubblicato, in cui tornano i luoghi dell'infanzia, i ricordi familiari e l'esperienza artistica. La mostra è accompagnata da un catalogo dedicato.
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La soglia rimasta, Karam Sebastiano Cannarella Karam Sebastiano Cannarella, La soglia rimasta, 100 x 100 cm, 2026
L'eco resta, Karam Sebastiano Cannarella Karam Sebastiano Cannarella, L'eco resta, 90 x 90 cm, 2026
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