Milano, il Salone Dorato del Museo Poldi Pezzoli ritrova il suo antico splendore

Il recupero restituisce alla sala le proporzioni originarie, la grande arcata della serliana e gli arazzi fiamminghi. Il progetto segna anche il nuovo capitolo italiano del World Monuments Fund

Il Salone Dorato torna a essere il cuore del Museo Poldi Pezzoli. La storica casa museo di via Manzoni è protagonista del nuovo capitolo italiano del World Monuments Fund con un importante progetto di recupero che restituisce alla sala parte dell'aspetto immaginato nell'Ottocento dal fondatore Gian Giacomo Poldi Pezzoli. L'intervento si inserisce nel percorso di valorizzazione degli ambienti e delle collezioni avviato dal museo nel 2023. «La cura e la valorizzazione delle collezioni della casa museo spiega la direttrice Alessandra Quartohanno l’obiettivo di assicurare nel tempo la conservazione, la conoscenza e la trasmissione del patrimonio». Un lavoro che ha unito ricerche d'archivio, restauri e nuovi allestimenti per recuperare l'identità della dimora ottocentesca.

Il cuore della casa museo

Il Salone Dorato fu concepito per accogliere i pezzi più preziosi della raccolta, tra dipinti rinascimentali, arredi, arazzi e sculture. Caratterizzato originariamente da un soffitto ligneo dorato, pareti affrescate e da una grande finestra a serliana con marmi policromi e decorazioni, venne ultimato poco dopo la morte di Gian Giacomo Poldi Pezzoli nel 1879. Alla sua realizzazione lavorarono alcuni dei migliori artisti e artigiani dell'Accademia di Brera sotto la direzione di Giuseppe Bertini. La sala subì però pesanti conseguenze dai bombardamenti dell'agosto 1943. Dopo la ricostruzione postbellica guidata da Fernanda Wittgens e la riapertura del museo nel 1951, nel 1974 il soffitto venne abbassato di circa un metro con una volta in cartongesso. La modifica nascose la parte superiore della serliana e impedì di esporre due grandi arazzi fiamminghi di Françoise Spiering, realizzati nel 1602.

La riscoperta dopo mezzo secolo

Una videoispezione effettuata nel gennaio 2025 ha permesso di scoprire dietro la struttura in cartongesso l'arco marmoreo della serliana con le rosette in bronzo ancora in ottimo stato. Da qui è partito il progetto curato da Alessandra Quarto e Piero Guicciardini, sviluppato con la Soprintendenza: sono state recuperate le proporzioni della sala e la grande arcata, mentre sono tornati al loro posto la specchiera veneziana e i due arazzi fiamminghi. «Gran parte del loro lavoro è rimasta nascosta per mezzo secolosottolinea Fiorella Ballabio, direttrice del World Monuments Fund in Italia –. Ora, a 150 anni dalla realizzazione della serliana, il suo grande arco è di nuovo visibile, gli arazzi fiamminghi sono tornati alle pareti e la stanza è ancora una volta il cuore della casa immaginata da Poldi Pezzoli». 

Dal 24 settembre ogni giovedì saranno organizzate visite guidate in pausa pranzo dedicate al restauro della sala e ai suoi capolavori.
Esposizioni a confronto
Uno dei quadri della personale di Carla Bruschi
"Un'inquieta serenità del visibile", la mostra curata dal Critico d'Arte Lorenzo Bonini alla Umanitaria di Milano
25 novembre 2016
Pubblicazioni dai siti dei nostri affiliati
2023, Armando Editore Attualmente in commercio
Libro non più in commercio.
2013, Lìmina edizioni Libro finalista al premio nazionale “Bancarella Sport” 2014 Dal luglio 2015 è in versione tascabile con il marchio TEA del gruppo Gems Libro attualmente in commercio
2018, Kindle Amazon Attualmente in commercio
Moira Orfei
Dieci giorni di eventi, spettacoli, lezioni e un grande flash mob per ricordare la Regina del circo nel decennale della sua scomparsa
13 novembre 2025
Dal 12 al 13 luglio la seconda edizione della manifestazione dedicata al nuovo circo, all’affettività e alla gioia condivisa
09 luglio 2025