L'Era Plasteozoica: al Museo di Storia Naturale di Milano, gli animali del futuro sono di plastica
Fino all'8 novembre la mostra del collettivo dominicano Pictoria Newhouse immagina un mondo in cui la fauna è sostituita da esemplari artificiali
Un'opera della mostra L'Era Plasteozoica Un'immagine de L'Era Plasteozoica (Pictoria Newhouse)
Un futuro senza animali veri
Che cosa resterebbe della natura se gli animali sparissero e al loro posto restasse solo la plastica? È la domanda da cui parte L'Era Plasteozoica. Una distopia ecologica, la mostra ospitata fino all'8 novembre al Museo di Storia Naturale di Milano. La visita è compresa nel biglietto d'ingresso del museo.
Il progetto è firmato dal collettivo dominicano Pictoria Newhouse, formato dalle artiste, fotografe e architette Victoria Thomen e Guadalupe Casasnovas, che lo hanno sviluppato tra il 2015 e il 2019. È la prima volta che viene presentato a Milano, con la curatela di Julian Kunhardt.
Una zoologia impossibile
Uccelli, insetti, rettili e creature marine di plastica abitano paesaggi naturali alterati e diventano falsi reperti di una zoologia che non esiste. Con fotografie, installazioni, disegni e schede tassonomiche inventate, le artiste costruiscono un archivio naturale del futuro, usando il linguaggio della classificazione scientifica. Il risultato è un ecosistema in cui il confine tra natura e artificio non si riconosce più.
La plastica non viene raccontata soltanto come materiale inquinante, ma come qualcosa che resiste nel tempo, si mescola agli ambienti e diventa una delle tracce più durature lasciate dall'uomo sul pianeta.
Nata da una laguna senza fenicotteri
Tutto è cominciato con una spedizione fotografica alla Laguna de los Flamencos, sull'isola di Saona, nella Repubblica Dominicana. Lì, al posto dei fenicotteri che danno il nome al luogo, le artiste hanno trovato soltanto rifiuti e resti di animali. Da qui la domanda che attraversa il progetto: saremo costretti a fabbricare la nostra fauna per poterla rappresentare?
A rendere ancora più forte il dialogo ci sono alcuni esemplari delle collezioni del museo: un fenicottero tassidermizzato e due rettili dominicani conservati in alcol, inviati negli anni Trenta dalla Stazione Agronomica di Moca.
Arte e scienza insieme
«La mostra invita il pubblico a osservare la crisi ecologica non soltanto attraverso dati e previsioni, ma attraverso un'esperienza visiva e narrativa», afferma l'assessore alla Cultura Tommaso Sacchi. L'esposizione fa parte di Tracce, il primo dei quattro nuclei del percorso promosso dagli Istituti Scientifici del Comune, cioè Museo di Storia Naturale, Acquario Civico e Planetario, dedicato al dialogo tra scienza e arte.
La mostra è promossa dal Comune di Milano e prodotta da WUAPAH non-profit, con il sostegno dell'Ambasciata e del Consolato generale della Repubblica Dominicana, dell'istituto INDEX e del Ministero del Turismo dominicano. Sponsor principale è Sercitec.
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Un'opera della mostra L'Era Plasteozoica Un'immagine de L'Era Plasteozoica (Pictoria Newhouse)
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