Mind-Matter, le Spirali di Roberto Crippa dialogano con Marco Abisso
Dal 20 ottobre al 3 novembre in corso Garibaldi 95 a Milano una mostra bipersonale sulla materia come pensiero che prende forma
Una sede storica che diventa spazio d'arte
Dal 20 ottobre al 3 novembre la storica sede di corso Garibaldi 95, a Milano, si trasforma in uno spazio espositivo. Ospita Mind-Matter, mostra bipersonale curata da Milo Goj di Art Relation, che mette a confronto le opere di Roberto Crippa e Marco Abisso. L'inaugurazione è lunedì 19 ottobre dalle 19. A promuovere il progetto sono Roseto e Jarvés, che rinnovano così il loro impegno a favore dell'arte.
Due epoche, una stessa domanda
I due artisti appartengono a generazioni, contesti e sensibilità diverse, ma condividono una riflessione profonda sul ruolo della materia come mezzo espressivo e fonte di significato. Tra arte moderna e contemporanea, Mind-Matter esplora il rapporto tra pensiero e trasformazione, tra gesto e memoria. La materia diventa il punto d'incontro tra l'idea e la sua forma fisica.
Le Spirali di Crippa
Roberto Crippa, nato nel 1921 e scomparso nel 1972, è stato uno dei grandi protagonisti dell'arte italiana del dopoguerra. Figura di primo piano delle avanguardie degli anni Cinquanta e in particolare dello Spazialismo fondato da Lucio Fontana, ha raggiunto fama internazionale con le sue celebri Spirali. Il loro segno dinamico e vorticoso indaga lo spazio, il movimento e l'energia, ed è ancora oggi una delle interpretazioni più originali dell'idea di infinito.
La ricerca di Marco Abisso
Marco Abisso, milanese, classe 1980, si è formato all'Accademia di Brera. Il suo lavoro attraversa pittura, scultura e installazione e mette al centro il legame tra mente, materia e relazione. Per lui l'arte è uno strumento di conoscenza: usa materiali diversi, li rielabora di continuo e tratta la materia come un organismo vivo, che custodisce memoria ed energia. Nelle sue opere la spirale diventa simbolo di continuità e trasformazione, metafora del tempo e dei legami tra individuo, natura e comunità.
Da una parte l'eredità dello Spazialismo e dell'informale, dall'altra una pratica contemporanea fatta di introspezione e osservazione della natura: due strade che si incontrano nella stessa spinta verso la scoperta.
Un brindisi con Tenuta Meraviglia
Ad accompagnare il vernissage ci sarà Tenuta Meraviglia, con una selezione di vini pensata per il percorso espositivo. Il legame con il tema non è casuale: la sua cantina toscana è stata costruita dentro una cava dismessa, esempio concreto di come la materia possa cambiare funzione e significato.
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