Catania, la mostra Dedalo Minosse racconta il dialogo tra architettura e committenza
L'esposizione della tredicesima edizione resta aperta fino al 6 novembre 2026. All'inaugurazione professionisti e imprese si sono confrontati sul passaggio dai progetti ai cantieri.
Da sinistra Gabbiani, Guarrera, Amaro, Scaccianoce e Fresta all'Ordine degli Architetti di Catania Da sinistra Gabbiani, Guarrera, Amaro, Scaccianoce e Fresta all'Ordine degli Architetti di Catania
La mostra e il confronto sulla città
Catania, 31 ottobre 2026. La qualità di un edificio dipende anche dal rapporto tra chi lo progetta, chi lo commissiona e chi lo realizza. Questo tema accompagna la mostra itinerante della XIII edizione del Premio Internazionale Dedalo Minosse 2024-2025, inaugurata nella sede dell'Ordine degli Architetti di Catania. L'esposizione resterà aperta fino al 6 novembre, negli orari dell'Ordine, in largo Paisiello 5.
L'apertura è stata affiancata dal convegno “Progettare la città. Architettura, Ingegneria e Impresa tra concorso e realizzazione”. L'iniziativa ha riunito professionisti, rappresentanti delle imprese e dell'Università per discutere il percorso che porta un'idea a diventare un'opera concreta.
A promuoverla sono stati ALA Assoarchitetti & Ingegneri, ANCE Catania, Ordine e Fondazione degli Architetti PPC di Catania e Ordine degli Ingegneri della provincia.
Il ruolo del committente
Il presidente nazionale di ALA, Bruno Gabbiani, ha richiamato il tratto distintivo del riconoscimento: «Nessuna buona opera può realizzarsi senza una committenza consapevole e capace di condividere la visione progettuale, è questa la peculiarità che distingue il Dedalo Minosse dai tanti riconoscimenti dedicati all’architettura. Dopo aver raggiunto numerose città, arriva per la prima volta in Sicilia, a Catania».
La presidente della Fondazione degli Architetti, Melania Guarrera, ha sottolineato il valore della collaborazione tra committente e progettista. L'architettura è stata presentata come un processo condiviso, al quale contribuiscono competenze e responsabilità differenti.
Il presidente degli Architetti, Alessandro Amaro, si è soffermato sui concorsi di progettazione in due fasi. Nel suo intervento li ha indicati come strumenti capaci di ampliare la partecipazione, anche dei giovani professionisti, e accompagnare le proposte verso l'esecuzione.
Dalle competenze ai cantieri
Per Mauro Scaccianoce, presidente degli Ingegneri, il coinvolgimento delle diverse professionalità deve iniziare già nella fase progettuale. Rosario Fresta, presidente di ANCE Catania, ha invece richiamato gli ostacoli economici e amministrativi: stime inadeguate, finanziamenti insufficienti e tempi lunghi possono compromettere la qualità degli interventi.
Il confronto è stato coordinato dal presidente di ALA Sicilia, Gaetano Fede. Sono intervenuti anche Nino Russo, Sebastiano Amore e Salvatore Messina, portando esperienze legate all'integrazione delle competenze, ai progetti premiati e al ruolo delle imprese.
La tavola rotonda su Catania e il Mezzogiorno ha esteso la discussione al recupero del patrimonio, alle periferie, agli spazi pubblici e alle infrastrutture. Hanno partecipato Marco Colombrita, Gabbiani, Maurizio Spina e Paolo La Greca. La mostra resta visitabile fino al 6 novembre come occasione per approfondire il rapporto fra cultura del progetto e trasformazione delle città.
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Da sinistra Gabbiani, Guarrera, Amaro, Scaccianoce e Fresta all'Ordine degli Architetti di Catania Da sinistra Gabbiani, Guarrera, Amaro, Scaccianoce e Fresta all'Ordine degli Architetti di Catania
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