Dal genio di Leonardo alla Pop Art di Keith Haring: al Castello Sforzesco oltre 60 capolavori del disegno

Dal 26 giugno al 27 settembre la mostra "Passione Disegno" racconta cinque secoli di arte attraverso le opere custodite nel Gabinetto dei Disegni. Ingresso gratuito

Umberto Boccioni, Cavallo + cavaliere + case, 1914

Umberto Boccioni, Cavallo + cavaliere + case, 1914

Dal tratto raffinato di Leonardo da Vinci alle linee essenziali e contemporanee di Keith Haring. È un viaggio lungo oltre cinque secoli quello proposto da "Passione Disegno. Da Leonardo da Vinci a Keith Haring", la mostra allestita nelle Salette della Grafica del Castello Sforzesco di Milano e visitabile dal 26 giugno al 27 settembre con ingresso gratuito. L'esposizione, curata da Alessia Alberti, Simona Maniello e Francesca Mariano, porta all'attenzione del pubblico una selezione di oltre sessanta opere provenienti dal prestigioso Gabinetto dei Disegni del Castello, una raccolta che oggi conserva più di 30mila fogli realizzati tra il Quattrocento e il Novecento. Si tratta di uno dei più importanti patrimoni italiani dedicati alle opere su carta, frutto di oltre un secolo e mezzo di acquisizioni, donazioni e lasciti.

Un percorso tra i grandi protagonisti dell'arte

La mostra riunisce lavori di alcuni dei nomi più celebri della storia dell'arte italiana e internazionale. Accanto ai disegni di Leonardo da Vinci trovano spazio quelli di Giovanni Battista Tiepolo, Andrea Appiani, Gaetano Previati, Umberto Boccioni e Keith Haring, offrendo al visitatore l'opportunità di osservare come il disegno abbia accompagnato l'evoluzione dell'arte attraverso epoche e stili profondamente diversi. Il percorso mette in evidenza le molteplici funzioni del disegno: non soltanto studio preparatorio per dipinti e sculture, ma anche strumento di progettazione, sperimentazione e, in molti casi, opera d'arte autonoma capace di esprimere compiutamente la visione dell'artista.

Una collezione costruita nel tempo

L'esposizione racconta anche la storia del Gabinetto dei Disegni, nato nella seconda metà dell'Ottocento grazie alle donazioni dello scultore Pompeo Marchesi, del funzionario Antonio Guasconi e del nobile Gian Giacomo Attendolo Bolognini. Con il trasferimento delle raccolte comunali al Castello Sforzesco nel 1900 prende forma il nucleo dell'attuale collezione, che nel corso del Novecento si è progressivamente ampliata fino a diventare un punto di riferimento per studiosi e appassionati. La mostra nasce inoltre dagli studi realizzati in occasione della pubblicazione della guida I grandi nuclei collezionistici del Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco, disponibile sia in italiano sia in inglese.

Gli studenti protagonisti del progetto

Uno degli aspetti più originali dell'iniziativa riguarda il coinvolgimento delle scuole civiche milanesi. Gli studenti della Civica Scuola Arte & Messaggio hanno infatti curato parte dell'identità grafica della mostra, realizzando il manifesto, il colophon, i pannelli introduttivi e le didascalie delle diverse sezioni espositive. Gli elaborati selezionati e una videopresentazione completano il percorso espositivo. In parallelo, SUPER – Scuola Superiore d'Arte Applicata del Castello Sforzesco organizzerà un ciclo di workshop dedicati al disegno, offrendo ulteriori occasioni di approfondimento.

Sacchi: «Un tesoro da riscoprire»

«Passione Disegno è un'occasione speciale per avvicinarsi a uno dei tesori meno conosciuti del Castello Sforzesco. Attraverso i disegni di grandi maestri, da Leonardo a Keith Haring, il percorso racconta il disegno come un linguaggio universale, capace di attraversare cinque secoli di ricerca artistica, dal foglio di studio all'opera autonoma. Sono felice che il progetto coinvolga anche gli studenti delle nostre scuole civiche: è un modo concreto per mettere in dialogo il patrimonio della città con lo sguardo e la creatività delle nuove generazioni», sottolinea l'assessore alla Cultura Tommaso Sacchi.

La mostra si propone così non solo come un'esposizione di capolavori, ma anche come un'occasione per riscoprire il valore del disegno quale forma espressiva autonoma e chiave di lettura privilegiata della storia dell'arte, mettendo in dialogo grandi maestri del passato e sensibilità contemporanee.
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