“Al Lavoro”, alla Fabbrica del Vapore di Milano una mostra su diritti, lotte e trasformazioni
Dal 18 settembre all’11 ottobre nello spazio Cisterne fotografie, documenti, video e opere d’arte raccontano il mondo del lavoro in Italia, dalle grandi fabbriche alla precarietà e all’economia degli algoritmi
17 settembre 2026
Dal passato delle grandi fabbriche alle nuove forme di precarietà e sfruttamento. Dal 18 settembre all’11 ottobre 2026, la Fabbrica del Vapore di Milano ospita nello spazio Cisterne “Al Lavoro”, mostra a ingresso gratuito curata da Progetto Comunicazione in collaborazione con Prospekt e dedicata ai diritti, alle lotte e alle trasformazioni del mondo del lavoro in Italia.
Fotografie, documenti, video, testi, grafici e opere d’arte affrontano i grandi temi dell’occupazione, dei salari e dei contratti, della sicurezza e della salute, mettendo a confronto la memoria delle battaglie del passato con le sfide contemporanee.
«Ospitare “Al Lavoro” significa offrire alla città un’occasione di riflessione sulle trasformazioni del mondo lavorativo e sul valore dei diritti – dichiara l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi –. La mostra collega la memoria delle grandi stagioni del lavoro alle sfide del presente, con uno sguardo anche sul territorio milanese. Una scelta significativa per uno spazio nato dal lavoro e oggi dedicato alla cultura contemporanea».
Il percorso fotografico attraversa epoche e settori diversi: dalle fabbriche degli anni Settanta alle lotte dei braccianti agricoli, fino alla new economy, alla “tirannia” degli algoritmi, alla crisi dei salari, ai problemi del settore sanitario e alle più recenti battaglie sindacali.
In mostra le immagini di Paola Agosti, Gianni Berengo Gardin, Lucio Cavicchioni, Francesco Cito, Dino Fracchia, Fausto Giaccone, Silvestre Loconsolo, Uliano Lucas, Fernando Moleres, Carlo Orsi e Alberto Roveri. Accanto alle firme storiche figurano Elio Colavolpe, Claudia Corrent, Alessandro Digaetano, Massimo Di Nonno, Michele Lapini, André Lihon, Diambra Mariani, Francesco Merlini, Eros Mauroner, Samuele Pellecchia, Alexey Pivovarov e Massimo Sciacca, oltre ad altri autori.
L’esposizione comprende anche testimonianze video di rider raccolte in diversi Paesi, le sculture di Winfried Loeschburg e la grande installazione collettiva “Non sono bianche queste morti”, realizzata per l’edizione 2026 e dedicata alle vittime degli incidenti sul lavoro.
La mostra, inaugurata per la prima volta a Palazzo Ducale di Genova nel 2008 e approdata nel 2009 a Sesto San Giovanni, è stata completamente rinnovata nel 2025 con Prospekt. Dopo Bologna e il nuovo allestimento genovese del 2026, arriva ora a Milano con ulteriori contenuti dedicati al territorio.
17 settembre 2026
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