«Ferita celestiale», Raffaella Battaglini racconta una madre e una figlia oltre la morte nella Venezia degli anni Settanta
Il nuovo romanzo della drammaturga, pubblicato da Castelvecchi, segue Sonia sulle tracce della madre Livia, morta in circostanze mai chiarite: un intreccio di memoria, sogni e ricerca spirituale
La copertina di «Ferita celestiale» di Raffaella Battaglini La copertina di «Ferita celestiale» di Raffaella Battaglini
Un ritorno a Venezia
Ci sono legami che la morte non spezza, ma trasforma. Da qui parte «Ferita celestiale», il nuovo romanzo di Raffaella Battaglini pubblicato da Castelvecchi: una storia intima che si muove tra memoria, mistero e ricerca spirituale, sospesa tra la Venezia degli anni Settanta e quella di oggi.
Tutto comincia con il ritorno di Sonia in laguna dopo la morte del padre. Tra la casa al Lido, le carte di famiglia e i ricordi che riaffiorano, la donna torna a interrogarsi sulla madre Livia, morta in circostanze mai chiarite quando lei era piccola.
Il ritratto di Livia
La ricostruzione procede per frammenti: testimonianze, sogni, incontri. Livia era una donna di straordinaria bellezza, attraversata da esperienze di estasi mistica che chi le stava accanto scambiava per crisi o attacchi. Nella sua vita convivevano la ricerca di una dimensione spirituale e l'amore molto terreno per il marito Tommaso.
Intorno a lei si muovono le amiche Katia e Lea, Max che l'aveva amata profondamente, il fratello Andrea. Ognuno porta un ricordo e una verità parziale, senza che il nodo della sua vita e della sua morte si sciolga del tutto.
Una scrittura a più voci
Battaglini alterna prima e terza persona, piani temporali e punti di vista diversi. I ricordi d'infanzia si intrecciano ai sogni, le testimonianze diventano un racconto corale e i dialoghi, spesso teatrali, mettono in scena le contraddizioni dei personaggi. Venezia e la laguna non sono un semplice sfondo, ma parte dell'atmosfera del libro.
Il titolo richiama la poesia numero 258 di Emily Dickinson e dice l'ambivalenza di tutta la storia: qualcosa di molto doloroso che si lega a un'esperienza di elevazione, dove gioia e dolore finiscono per coincidere.
L'autrice
Dopo l'esordio come sceneggiatrice, Raffaella Battaglini si è dedicata al teatro. Ha vinto due premi dell'Istituto del Dramma Italiano con «L'anniversario» e «Conversazione per passare la notte», che ha ottenuto anche il Prix Théâtre Italien Contemporain. «L'ospite d'onore», premiato dal Piccolo Teatro di Milano, è andato in scena proprio al Piccolo, mentre «Una notte con Caligola» ha vinto il concorso del Teatro di Roma ed è stato rappresentato all'Argentina.
Ha pubblicato i romanzi «L'aria di casa» (Archetipo Libri, 2011), «E io sono la freccia» (L'Iguana, 2018) e, con Castelvecchi, «Mentre passiamo bruciando» (2021). «Ferita celestiale» conta 252 pagine e costa 20 euro.
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La copertina di «Ferita celestiale» di Raffaella Battaglini La copertina di «Ferita celestiale» di Raffaella Battaglini
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