Intrappolati nell’eterno presente: come il passato e il futuro possano salvare la nostra vita
Tra urgenze quotidiane e sogni rimandati, riscoprire la memoria e progettare il domani è la chiave per vivere davvero oggi
Foto di Gerd Altmann da Pixabay
Passato, presente e futuro sono le dimensioni che rappresentano il fulcro della nostra vita. Il binario su cui ci muoviamo da quando siamo nati. Sembra una ovvietà. Eppure se ci pensiamo bene, l’unica dimensione davvero importante sembra il presente.
Siamo appiattiti su una realtà, come quella attuale, così impegnativa, turbolenta, complicata da assorbire sia il passato sia il futuro.
Pensiamo alle tante incombenze lavorative e familiari che ci rendono difficile arrivare in decenti condizioni a fine mese. Tutto è urgente, tutto è importante. Anche se un attimo dopo tutto ciò è passato.
D’altra parte questo passato ci viene naturale considerarlo come qualcosa di superato, di vecchio, obsoleto, tanto più quanto è distante dal presente. In questa nostra società dominata dal progresso scientifico, dalla tecnologia, gli oggetti stessi hanno una durata limitata. Tanto che si parla di "obsolescenza programmata", dove le macchine (dai televisori alle lavatrici, tanto per fare un esempio) hanno una durata coscientemente limitata, per obbedire alle esigenze del mercato.
Il rischio concreto è che non solo le cose ma anche i nostri pensieri e le nostre azioni, una volta assorbite dal passato, finiscano per adeguarsi a questa logica.
Questo ci spinge a disfarci del nostro passato, a vedere ciò che abbiamo fatto come un errore alla luce di ciò che oggi riteniamo di fare meglio, ma che sarà comunque superato nel prossimo futuro.
Pure il futuro è una dimensione che tendiamo a tralasciare. Considerando che la realtà che viviamo è fin troppo complicata e imprevedibile per poterci accollare la gestione di un progetto a lunga scadenza che rischierebbe di complicarci ulteriormente la vita.
Con difficoltà si riesce a programmare la settimana. Il mese diventa un’impresa. Di medio e lungo termine non se ne parla. È così che ci abbandoniamo agli auguri generici di buon anno, alla speranza in un avvenire migliore, ai sogni… Ma anche sognare è sinonimo di tempo sprecato, di illusioni appunto destinate a rimanere tali.
Come dunque sottrarci a questa logica che ci appiattisce in questo eterno presente?
Il primo passo è di rivalutare il passato. Un passato che per quanto pieno di errori, di sbagli, di fatiche rappresenta la nostra vita. Ciò che noi siamo dipende essenzialmente da ciò che siamo stati, da cosa abbiamo fatto. Il presente è in definitiva solo un attimo, una impercettibile linea di demarcazione tra ciò che abbiamo vissuto e ciò che vivremo. Quindi qualcosa di momentaneo, per quanto importante possa sembrare.
Noi percorriamo il presente come un equilibrista, attento a non precipitare, da un lato, nel baratro di un passato da dimenticare, dall’altro lato, in un futuro troppo denso di incognite.
Ma il passato, per quanto negativo, è un serbatoio a cui attingere per trovare le energie per proiettarci verso il futuro. Tanto più siamo consapevoli della nostra storia, tanto più saremo in grado di cambiare consapevolmente il nostro futuro.
Rivalutare il passato significa considerare sotto una luce positiva ciò che appare oggi superato. Vedere il cosiddetto errore non come qualcosa di negativo ma come un’esperienza che ci ha stimolato ad andare oltre, un ostacolo che, una volta superato, ci ha permesso di migliorarci.
Troppo spesso si è portati a cercare alibi ad una situazione che non ci soddisfa. Fattori esterni come la politica, la famiglia, la società, il mondo del lavoro ci condizionano sicuramente. Però se ci mettiamo in testa che siamo noi gli autori e interpreti della nostra storia, ecco che si comprende meglio la necessità di agire in prima persona.
Se il passato ci ha deluso, troviamo in esso le leve per cambiare il nostro futuro. Che il presente appaia così complicato e convulso può dipendere dal fatto che non ci sono chiari i nostri obiettivi o il nostro progetto di vita. Ecco che quindi dare più attenzione al passato e al futuro, può permetterci di gestire meglio il nostro presente. Almeno in modo più consapevole.
Paolo Avanzi
www.avanzidicultura.com
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