Professione scrittore: opportunità o miraggio?

È un sogno di molti diventare uno scrittore famoso; vediamo quali sono gli ostacoli e i possibili appigli lungo la strada che conduce alla meta

Image by Peter H from Pixabay

Come noto in Italia sono più gli scrittori che i lettori. Basta solo questa constatazione a farci capire come la possibilità di campare con le proprie opere per uno scrittore sia, se non impossibile, molto arduo.

Consideriamo che i diritti riconosciuti dalle case editrici agli autori si riducono a poche percentuali. Ragion per cui uno scrittore dovrebbe vendere centinaia di migliaia di opere per avere un incasso che permetta una autosufficienza economica. Situazioni che vediamo nei film made in USA dove proliferano scrittori famosi che vivono in ville hollywoodiane e che quando vanno in libreria hanno di fronte file sterminate di aficionados per il firmacopie.

La situazione in Italia è meno idilliaca. Non c’è da meravigliarsi se pensiamo che siamo il paese europeo dove si legge di meno e il cosiddetto zoccolo duro di lettori accaniti è ridotto all’osso.

Ciò nonostante il numero di scrittori che si cimenta nella pubblicazione delle proprie opere è in continuo aumento. Fenomeno sostenuto dalla proliferazione di case editrici disponibili a pubblicare opere letterarie a costi anche contenuti.  Oramai la stragrande maggioranza di case editrici per emergenti pubblica on demand il che permette di ridurre il numero copie da pubblicare. E’ evidente che stampare 50 copie ha costi ben diversi che produrne migliaia.

Ci sono case editrici self publishing che con poche centinaia di euro permettono a chiunque la pubblicazione. Il vantaggio è che la percentuale di guadagno per l’autore è decisamente superiore a quello offerto dalle case editrici tradizionali. Lo svantaggio è nella distribuzione, nella mancanza di un catalogo che dia prestigio all’autore. D’altra parte è pur vero che la maggior parte delle case editrici, essendo di piccole dimensioni e non avendo grossi mezzi finanziari, non ha la capacità per spingere la vendita delle opere pubblicate.

E qui veniamo al punto dolente: la promozione. Se per la pubblicazione, intesa come produzione cartacea oppure in versione ebook, i costi sono contenuti, per lo step successivo che coinvolge la distribuzione fisica nelle libreria, la pubblicità attraverso i mezzi di comunicazione (giornali, radio, televisione ecc.) i costi elevatissimi finiscono per penalizzare gli scrittori stessi.

L’aspetto critico è appunto tutto ciò che ruota attorno alla vendita. Il povero scrittore, lasciato a se stesso, deve in qualche modo arrangiarsi facendo leva sulle proprie conoscenze personali, sul passaparola, sui propri mezzi economici finendo spesso per spendere più di quanto ha guadagnato. Non parliamo della difficoltà di trovare spazi per presentare il proprio libro. La maggior parte delle biblioteche e librerie si rifiuta di accogliere scrittori per le presentazioni. Quando questo avviene, spesso non viene nessuno.

A cercare di colmare il vuoto lasciato su questo versante, lasciato dalle case editrici, ci hanno pensato diverse agenzie e promoter che promettono pubblicità su giornali, radio e televisioni dietro compensi che vanno da poche centinaia a diverse migliaia di euro. Purtroppo in questo ambito abbondano i truffatori. Per cui prima di contattare queste agenzie è necessario verificare le relative recensioni in siti web come Trustpilot e Altroconsumo. In caso di inadempienze contrattuali è meglio stare alla larga. Nel caso poi gli scrittori abbiamo già avuto negative esperienze con questi signori, le segnalino ai siti suddetti se non ad avvocati per le opportune azioni legali.

Altro capitolo è quelle delle agenzie letterarie che hanno lo scopo dichiarato di selezionare i manoscritti verso le case editrici più importanti. Peccato che nella maggioranza la selezione sia così rigorosa da non far passare i manoscritti, così che i rispettivi autori si trovano a dover sborsare denaro accontentandosi della semplice valutazione del proprio testo.

Insomma il panorama complessivo è piuttosto sconfortante. Il che non sembra frenare l’entusiasmo degli scrittori dato che si continua a scrivere e a pubblicare. Tanto che viene da pensare che, più che il miraggio del successo, sia la voglia di esprimere la propria creatività a fare da stimolo. Il che è comunque un bel segnale, anche per un paese come il nostro dove si preferisce l’ottundimento offerto da una fiction televisiva rispetto allo sforzo cerebrale che può richiedere l’apertura di un libro.

Paolo Avanzi


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