“The Drama – Un segreto è per sempre”, quando l’amore si scontra con le ossessioni della società contemporanea

Nel nuovo film di Kristoffer Borgli, con Zendaya e Robert Pattinson, una confessione destabilizzante trasforma una Rom-com in un’indagine inquieta sui rapporti di coppia, la cultura americana e la paura di non conoscere davvero chi amiamo

“The Drama – Un segreto è per sempre”, l’ultimo film di Kristoffer Borgli, autore norvegese considerato una delle voci più originali della nuova scena cinematografica scandinava, è riuscito a riportare i giovani al cinema. Oggi, con il dominio delle piattaforme streaming, le nuove generazioni sono sempre più rare nelle sale cinematografiche. Zendaya e Robert Pattinson sono i protagonisti di quella che inizialmente appare come una classica Rom-com, ma che in realtà indaga nel profondo il legame di coppia e il modo in cui la società influisce su di esso.

Una trama che difficilmente saremmo arrivati a capire semplicemente dai trailer

Emma e Charlie vengono presentati come una coppia apparentemente ordinaria e felice, prossima al matrimonio. Basta però una semplice domanda durante una cena con amici per incrinare ogni certezza: «Qual è la cosa peggiore che avete fatto nella vostra vita?»

La risposta di Emma è tutt’altro che banale e, oggi, a qualche settimana dall’uscita del film, può essere raccontata senza troppi timori di spoiler. La protagonista ammette infatti, davanti al futuro marito e a una coppia di amici, di aver quasi compiuto una strage di massa nella sua scuola durante l’adolescenza, portando in classe il fucile del padre.

Da quella confessione Charlie viene travolto da una spirale di paura, dubbi e insicurezze, alimentata dall’idea di non conoscere poi così a fondo la persona che ha sempre considerato la propria anima gemella.

Il vero drama del film è proprio racchiuso nel personaggio di Charlie. Lui ama Emma, ma non riesce ad accettare né a capacitarsi di ciò che la donna della sua vita abbia anche solo potuto pensare durante l’adolescenza. Charlie tenta in ogni modo di razionalizzare la confessione della compagna, mentre Emma prova a spiegare come le sparatorie di massa negli Stati Uniti fossero quasi all’ordine del giorno e, nel contesto culturale in cui è cresciuta, non venissero percepite come qualcosa di così distante o impensabile.


Una riflessione più profonda sulla storia d’amore dei due protagonisti

Un dettaglio da non sottovalutare sono le origini del protagonista maschile. Charlie è inglese e il suo sguardo europeo rende ancora più difficile comprendere e accettare ciò che Emma racconta. Il personaggio non riesce a perdonare nemmeno il pensiero di un gesto simile e continua a scontrarsi con una realtà culturale americana che percepisce come incomprensibile. Emma, al contrario, tende quasi a normalizzare quei pensieri perché parte della società in cui è cresciuta.

Il punto di vista di Charlie coincide chiaramente con quello del regista norvegese, che nei suoi film mescola satira sociale, elementi grotteschi e riflessione psicologica. Kristoffer Borgli dimostra ancora una volta come identità, percezione della realtà e relazioni umane siano profondamente distorte dai meccanismi sociali e mediatici contemporanei.

La forza della narrazione sta nell’alternarsi di momenti sconvolgenti e scene di quotidianità quasi banale, creando un black humour capace di rendere il racconto sempre dinamico e mai pesante.

Al termine della proiezione il film lascia allo spettatore domande inevitabili: «Quanto pensiamo davvero di conoscere la persona che abbiamo accanto? Fino a che punto siamo disposti a comprendere e perdonare per amore?»

Charlie non comprende il pensiero di Emma, ma allo stesso tempo non riesce neppure a immaginare una vita senza di lei. Ed è proprio qui che il film colpisce davvero il pubblico, lasciando tutti con un’unica domanda nella mente: «Se fosse successo a me, cosa avrei fatto?»
Lorenza Savini

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