La Generazione Z si racconta: il 28 ottobre a Treviglio il film «E se ora, lontano» con gli autori in sala
Il documentario di Massimo Selis segue undici ventenni che in dieci giorni danno vita a una radio libera in un'antica pieve umbra. Dopo Bergamo la serata evento arriva all'Anteo Spaziocinema
La locandina della proiezione di «E se ora, lontano» a Treviglio La locandina della proiezione di «E se ora, lontano» a Treviglio
Dieci giorni, undici giovani, una radio
Dieci giorni, dieci notti, undici ventenni e un'antica pieve sconsacrata. Da qui nasce «E se ora, lontano – Un'altra voce esiste», il documentario creativo diretto da Massimo Selis che, dopo la tappa di Bergamo, arriva a Treviglio. La serata evento è in programma mercoledì 28 ottobre alle 20.30 all'Anteo Spaziocinema, con gli autori in sala per raccontare il film e dialogare con il pubblico.
Prodotto dalla casa olbiese Phausania Film con il patrocinio del Comune di Perugia, il film segue un gruppo di giovani che vivono un'esperienza comunitaria: lavorano insieme, compongono musica, si interrogano e alla fine danno vita a una radio libera per far sentire la loro voce. Tra i protagonisti c'è anche la giovane bergamasca Martina Renée Locatelli.
Le grandi domande dei ventenni
Al centro ci sono i temi che stanno a cuore alla Generazione Z: la politica come impegno dal basso, il bisogno di comunità, una tecnologia sempre più invasiva che cambia anche la percezione di sé, la ricerca di relazioni autentiche fuori dal virtuale e una dimensione spirituale vissuta in un mondo votato all'apparenza.
Il film è ambientato nel cuore dell'Umbria, sulle colline sopra il lago Trasimeno, e richiama a tratti il Decameron di Boccaccio. La sceneggiatura è firmata da Selis con Belinda Bruni, la fotografia da Dario Di Viesto e dallo stesso regista. La macchina da presa compone quadri fissi, mentre un iPhone passa di mano in mano tra i ragazzi e restituisce il loro sguardo diretto.
Una colonna sonora a due voci
La musica originale è di Fabio Di Viesto, che descrive così il suo lavoro: «accompagna e mette in rilievo la dimensione poetica del film. Entra nei momenti in cui le parole si fermano, tra le immagini e i silenzi, in una zona più emotiva e interiore, che le parole da sole non raggiungono». Accanto a lei c'è la musica composta e suonata dagli stessi protagonisti durante le riprese.
Il finale è costruito come una lettera allo spettatore, un invito a portare nella vita di tutti i giorni l'ascolto e la lentezza vissuti in quei giorni alla pieve.
Un film che ha già girato l'Italia
La pellicola è stata presentata in molte città, da Perugia a Roma, da Bologna a Cagliari, da Trieste a Monza e San Marino, sempre con il pubblico protagonista del confronto finale. È pensata per i ragazzi ma anche per genitori, insegnanti e formatori. Il regista è disponibile per interviste.
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La locandina della proiezione di «E se ora, lontano» a Treviglio La locandina della proiezione di «E se ora, lontano» a Treviglio
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