Una bambina prodigio e un ritorno a casa: «Nina Roza» alla Festa del Cinema di Roma, dal 29 ottobre nelle sale
Il film di Geneviève Dulude-De Celles segue un esperto d'arte che torna in Bulgaria per verificare i quadri di una pittrice di otto anni. Nel cast Galin Stoev e l'italiana Chiara Caselli
Una scena di «Nina Roza» di Geneviève Dulude-De Celles Una scena di «Nina Roza» di Geneviève Dulude-De Celles
Dalla Festa di Roma alle sale
Un video virale, una bambina di otto anni che dipinge come un'artista matura e un uomo costretto a tornare nel Paese da cui era fuggito. È la storia di «Nina Roza», il nuovo film della regista canadese Geneviève Dulude-De Celles, presentato alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Best Of e in arrivo nelle sale italiane dal 29 ottobre con LSPG Popcorn.
La proiezione ufficiale è in programma venerdì 23 ottobre alle 21 al Teatro Studio Borgna dell'Auditorium Parco della Musica, dopo il red carpet delle 20.30. Saranno presenti la regista e gli attori Galin Stoev e Chiara Caselli. Il film, un dramma di 103 minuti, è una coproduzione tra Canada, Italia, Bulgaria e Belgio.
La trama
Mihail ha lasciato la Bulgaria negli anni Novanta, dopo la morte della moglie, e ha cresciuto da solo la figlia Roza a Montréal, costruendosi una nuova vita nel mondo dell'arte contemporanea. Un giorno un importante collezionista gli chiede di verificare l'autenticità dei quadri di Nina, una bambina bulgara diventata famosa grazie a un video.
Per Mihail significa tornare, dopo quasi trent'anni, nel Paese che ha lasciato. L'incontro con Nina lo destabilizza: la piccola gli ricorda Roza alla stessa età. Mentre cerca di capire se i dipinti sono davvero suoi, se qualcuno la aiuta e dove passa il confine tra talento, autenticità e sfruttamento, si apre per lui una domanda più personale: cosa significa fare i conti con ciò che si è scelto di lasciare?
Il cast
Mihail è interpretato da Galin Stoev. Nina ha il volto delle gemelle Sofia ed Ekaterina Stanina, che nella vita sono sorelle e sul set si alternano nello stesso ruolo. Michelle Tzontchev è Roza, Christian Bégin è Christophe e Chiara Caselli interpreta la gallerista Giulia.
L'ispirazione della regista
Nelle note di regia Dulude-De Celles, già autrice di A Colony, racconta di essersi ispirata al padre di un amico, immigrato dall'Uruguay e mai tornato nel suo Paese, e alla storia della giovanissima pittrice australiana Aelita Andre, scoperta proprio attraverso un video diventato virale. Da qui nasce un film sulla mobilità, l'identità e il rapporto tra la vita e l'arte, in cui il viaggio conta più della destinazione.
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Una scena di «Nina Roza» di Geneviève Dulude-De Celles Una scena di «Nina Roza» di Geneviève Dulude-De Celles
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