La Lombardia salva i mulini storici: 708 edifici e sei secoli di storia diventano patrimonio da tutelare

Il consiglio regionale ha approvato la legge che stanzia 600mila euro in tre anni, istituisce la Settimana dei mulini e apre alle comunità energetiche: «Memoria collettiva che non possiamo perdere»

Molino Pila sulla Molinetta nel Castrum di Zoate a Tribiano (Mi)

Molino Pila sulla Molinetta nel Castrum di Zoate a Tribiano (Mi) Il Molino Pila situato sulla Molinetta (o roggia Molinetta) nel territorio di Zoate (frazione di Tribiano, nel milanese) è un antico opificio idraulico storicamente legato al complesso del Castrum di Zoate. Origini Medievali (XII-XIV secolo)

Settecentootto mulini. Dal Medioevo al Novecento hanno macinato grano, lavorato legno e forgiato metallo. Hanno dato da mangiare a intere vallate, alimentato le prime manifatture, costruito la Lombardia che conosciamo. Oggi molti sono abbandonati, qualcuno sopravvive grazie a volontari e associazioni, pochi funzionano ancora. Da oggi, però, la regione ha una legge per salvarli.

Il consiglio regionale ha approvato in via definitiva il progetto di legge «Disposizioni per la tutela, valorizzazione e il recupero dei mulini storici della Lombardia». Un testo trasversale — lo firmano Lega, Fratelli d'Italia e l'assessorato alla Cultura — che mette sul piatto risorse concrete, strumenti operativi e una visione che guarda sia al passato che al futuro.

I soldi ci sono: 600mila euro in tre anni

La prima domanda che ci si fa di fronte a qualsiasi legge è: è finanziata? In questo caso sì. La norma stanzia 600mila euro per il triennio 2026-2028, pari a circa 200mila euro l'anno. A spiegarlo è Andrea Sala, consigliere regionale della Lega e relatore del provvedimento: «200mila euro annui per ridare dignità a un patrimonio che altrimenti rischia di scomparire».

I fondi serviranno a sostenere il recupero strutturale degli edifici, la riattivazione dei mulini ancora recuperabili e i progetti di valorizzazione. Non è tutto: l'assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso ha ricordato che già con il bando PNRR «Architetture rurali» la regione aveva anticipato questa direzione, finanziando interventi per oltre 518mila euro nei comuni di Truccazzano (Milano), Cocquio-Trevisago (Varese), Paisco (Brescia) e Casaloldo (Mantova). Soldi spesi per restauri conservativi, nuove attrezzature e attività educative rivolte a tutte le fasce d'età.

Cosa fa concretamente la legge

Il provvedimento poggia su tre pilastri, come li ha chiamati Sala: censimento e catalogazione, inserimento dei mulini nelle politiche regionali di sviluppo integrato, sostegno economico al recupero.

Sul fronte del censimento, la legge impone una mappatura sistematica di tutti i mulini storici presenti sul territorio. Senza sapere quanti sono, dove si trovano e in che stato versano, qualsiasi intervento rischia di essere casuale. È il punto di partenza obbligato.

Poi arrivano gli strumenti operativi: contributi per il recupero, un marchio regionale riconoscibile, una rete di valorizzazione che colleghi le diverse realtà e la creazione delle «valli e percorsi dei mulini storici della Lombardia». Quest'ultima è la novità più interessante sul fronte turistico: itinerari pensati per chi vuole riscoprire il territorio a ritmo lento, con l'obiettivo esplicito di destagionalizzare i flussi e portare visitatori nelle aree interne.

La legge istituisce anche la Settimana regionale dei mulini storici, con iniziative di promozione su tutto il territorio lombardo, e introduce un riconoscimento pubblico per i migliori progetti di recupero. Un modo per premiare chi fa bene e spingere altri a seguire l'esempio.

Dall'assessorato alla Cultura: sono beni culturali, non ruderi

L'assessore Caruso ha voluto mettere subito in chiaro la prospettiva culturale: «Con questa norma riconosciamo questi luoghi come veri e propri beni culturali, asset strategici per il presente e il futuro del territorio». Non più ruderi pittoreschi da fotografare, dunque, ma patrimonio vivo da gestire.

Caruso ha sottolineato che la legge valorizza anche il patrimonio immateriale: saperi, pratiche, tradizioni legate alla molitura e al lavoro dell'acqua. Come esempio virtuoso ha citato la festa transfrontaliera «Lo Pan Ner. I pani delle Alpi», attiva dal 2016 e diventata «una delle esperienze più significative di cooperazione culturale alpina» a livello europeo.

«I mulini storici sono luoghi della comunità e presìdi di conoscenza», ha aggiunto l'assessore. Una frase che sintetizza bene l'approccio del provvedimento: non solo conservazione fisica degli edifici, ma tutela di un modo di vivere e di stare insieme che questi luoghi hanno incarnato per secoli.


il Consigliere Regionale Giacomo Zamperini in visita al Mulino del Pepott di Perledo e del Molino Maufet di Colico

il Consigliere Regionale Giacomo Zamperini in visita al Mulino del Pepott di Perledo e del Molino Maufet di Colico

Zamperini e il caso Lecco: duecento mulini da non dimenticare

Il consigliere Giacomo Zamperini (FDI), che ha battuto il territorio a lungo prima dell'approvazione, ha portato in aula il caso della provincia di Lecco come esempio della ricchezza in gioco. Le tracce storiche parlano di oltre duecento mulini attivi in quella sola area. Zamperini ne ha visitati due di persona: il Mulino del Pepott di Perledo e il Molino Maufet di Colico, che definisce «esempi concreti di patrimonio rigenerato e ulteriormente da valorizzare».

Il riferimento a Lecco non è retorico. «Lecco nasce sulle ruote idrauliche del Gerenzone, che alimentavano le attività produttive del territorio. È una storia che non possiamo disperdere», ha detto il consigliere. E ha riconosciuto il lavoro già fatto da chi non ha aspettato la legge: «Associazioni come Officina Gerenzone a Lecco stanno già facendo un lavoro prezioso di recupero e valorizzazione di rogge, torrenti e corsi d'acqua».

Energia pulita dalle ruote idrauliche

C'è un capitolo della legge che guarda al futuro in modo concreto e inaspettato. Dove il ripristino della funzione originaria non è più possibile, i mulini potranno entrare nelle comunità energetiche rinnovabili. Le ruote idrauliche, che per secoli hanno sfruttato la forza dell'acqua per macinare, possono tornare a sfruttarla per produrre elettricità pulita.

«Dove non è più possibile il ripristino nelle funzioni originarie e la produzione di farina, i mulini e le ruote idrauliche possono e devono diventare strumenti di energia rinnovabile e pulita al 100%», ha spiegato Zamperini. Una seconda vita che non tradisce la storia, ma la prolunga in chiave contemporanea.

Sala: una legge chiesta dal basso

Andrea Sala ha tenuto a precisare che questo testo non è nato in una stanza di palazzo. «È una legge equilibrata e condivisa, frutto di un percorso costruito grazie all'ascolto del territorio, che parla alle comunità e che vuole custodire la memoria delle nostre valli e pianure», ha detto il relatore della Lega.

La legge risponde a esigenze molto concrete: serve ai sindaci come presidio contro lo spopolamento e strumento per il turismo di qualità, agli imprenditori agricoli per le filiere corte di trasformazione, alle scuole che potranno usare i mulini come laboratori a cielo aperto, e alle associazioni culturali che da anni ne preservano la memoria senza riconoscimento formale. Un riconoscimento che adesso arriva.

«Ringrazio la collega Alessandra Cappellari, prima firmataria del testo, nonché tutti i colleghi e gli attori che hanno contribuito alla realizzazione di una legge concreta, finanziata, chiesta dal basso», ha concluso Sala.


il Consigliere Regionale Giacomo Zamperini in visita al Mulino del Pepott di Perledo e del Molino Maufet di Colico

il Consigliere Regionale Giacomo Zamperini in visita al Mulino del Pepott di Perledo e del Molino Maufet di Colico

Esposizioni a confronto
Uno dei quadri della personale di Carla Bruschi
"Un'inquieta serenità del visibile", la mostra curata dal Critico d'Arte Lorenzo Bonini alla Umanitaria di Milano
25 novembre 2016
Pubblicazioni dai siti dei nostri affiliati
2023, Armando Editore Attualmente in commercio
Libro non più in commercio.
2013, Lìmina edizioni Libro finalista al premio nazionale “Bancarella Sport” 2014 Dal luglio 2015 è in versione tascabile con il marchio TEA del gruppo Gems Libro attualmente in commercio
2018, Kindle Amazon Attualmente in commercio
Moira Orfei
Dieci giorni di eventi, spettacoli, lezioni e un grande flash mob per ricordare la Regina del circo nel decennale della sua scomparsa
13 novembre 2025
Dal 12 al 13 luglio la seconda edizione della manifestazione dedicata al nuovo circo, all’affettività e alla gioia condivisa
09 luglio 2025