Caldo sempre più asfissiante nella metropoli. Una strada senza ritorno?

Ogni anno d’estate le temperature aumentano. Il surriscaldamento del pianeta è un fenomeno oramai noto. Ma che si fa per limitare i danni?

Stop caldo estremo

Stop caldo estremo Foto Pixabay

Oramai è scientificamente dimostrato. Ne sono convinti tutti, a parte qualche irriducibile menefreghista. Il pianeta Terra sta andando in malora. Inquinamento, deforestazione selvaggia, sovraconsumo di risorse… Siamo alla frutta, anzi se va avanti così non ci sarà neppure quella. La temperatura aumenta di anno in anno. Altroché effetto “serra”, qui siamo all’effetto “barbecue”. Il bello (si fa per dire) è che, nonostante le cause di tutto ciò siano arcinote, si continua a fare come si è sempre fatto. E siccome “i vecchi”, le generazioni responsabili di questo stato, non si smuovono, alzano giustamente la voce “i giovani” quelli che rischiano di non arrivarci integri alla vecchiaia.

Convegno dopo convegno, corteo dopo corteo è presumibile che questa folle corsa all’autodistruzione si fermerà sull'orlo del baratro. 


Foto Pixabay

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Quando la temperatura media arriverà a 50 gradi si spegneranno, forse, per decreto, caldaie e condizionatori (pure quelli l’hanno surriscaldata). Quando la fauna si sarà del tutto estinta ci si deciderà, finalmente, a diventare vegetariani; quando il puzzo di gasolio e benzina sarà irrespirabile si andrà per forza solo a piedi o in bicicletta. Insomma quando il pianeta sarà una landa di deserto e fiamme si ritornerà all’età della pietra. Mangeremo radici, bacche e pochi ortaggi (che ci fregheremo l’un l’altro). 

Ci sarebbero le energie cosiddette alternative, basate sull’energia solare, pale eoliche ecc. Peccato che richiedono tecnologie sofisticate e costose che pochi possono permettersi. Si pensa di tornare al nucleare di ultima generazione (quello “pulito” anche se il problema delle scorie pare immutato); ma per costruire una centrale nucleare ci vogliono almeno quindici anni con costi esorbitanti. 

Lo scenario che spalanca per i prossimi decenni è inquietante: desertificazione su gran parte del pianeta e orde di disperati stringere d’assedio pochi ricchi fortunati rinchiusi in fortezze simili a prigioni, dove se esci fuori rischi di finire sulla brace o come uno spiedino.

Siamo troppo pessimisti? Le vecchie generazioni, responsabili del disastro, per fortuna (o sfortuna) quando arriverà il momento ,non ci saranno per confermare o per smentire quanto sopra. Ma in fondo non sembra così azzardato immaginarci prossimi al gran finale. 

E allora che fare? Adottare fin da subito comportamenti virtuosi? Tanti ci provano, peccato che le guerre nel mondo, provocate dai soliti cretini, con incendi di boschi e raffinerie annullino l’effetto dei “virtuosi”. 

Considerando l’innata stupidità umana penso ad una soluzione estrema, o meglio esterna, una specie di magia.  Confido nell’esistenza di qualche specie extraterrestre più intelligente della nostra che accorgendosi dello sfacelo del nostro pianeta arrivi con le proprie astronavi per imbarcarci e portarci via. Magari dove stanno loro si vive anche meglio. 

Ammesso che il puzzo e l’afa sulla Terra non siano insopportabili anche per loro, gli ET di turno. In effetti è da un po’ che non si fanno vedere in giro. Non sarà che avvertendo il peggio preferiscono sin d’ora starsene alla larga? 

In ogni caso dato che l’essere umano difficilmente si salverà da solo, speriamo in un qualche benevolo UFO, afa permettendo.


Paolo Avanzi
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