Il sole blu di un'isola scomparsa: al MACTE di Termoli la mostra di Elisa Giardina Papa «Blu a occhiu nuru»
Fino al 30 gennaio un film girato tra Etna e Stromboli e cinque sculture in vetro raccontano l'isola vulcanica emersa nel 1831 tra Sicilia e Tunisia. La mostra chiude la direzione di Caterina Riva
Il film di Elisa Giardina Papa nell'allestimento di «Blu a occhiu nuru» al MACTE Il film di Elisa Giardina Papa nell'allestimento di «Blu a occhiu nuru» al MACTE
Un'isola che non volle appartenere a nessuno
Nel 1831 un'eruzione sottomarina nel Mediterraneo fece emergere una nuova isola tra la Tunisia e la Sicilia. Le potenze europee se la contesero, ma pochi mesi dopo l'isola tornò sotto il mare. Da questa storia parte «Blu a occhiu nuru», la mostra personale di Elisa Giardina Papa aperta al MACTE – Museo di Arte Contemporanea di Termoli fino al 30 gennaio 2027.
L'esposizione arriva a un anno dalla vittoria del Premio Mostra al 64° Premio Termoli ed è curata da Caterina Riva, che con questo progetto chiude il suo percorso alla direzione del museo, iniziato nel 2020.
Il film e le linguacce di vetro
Al centro c'è il film «She Flickered In and Out of History», proiettato su un grande schermo LED. Per girarlo l'artista è salita sull'Etna, è andata a Stromboli e lungo i versanti sommersi delle isole vulcaniche. Il racconto è attraversato da un poema in siciliano scritto da Megan Fernandes e dalla colonna sonora della compositrice newyorkese duendita.
Intorno, cinque sculture in vetro blu modellate e incise a mano a forma di linguacce, che sporgono dalle pareti con parole tratte dal film. Il titolo ricorda le testimonianze del 1831: dopo l'eruzione, dal Mediterraneo ai Caraibi, c'è chi vide il sole diventare blu, verde e viola. Spiega l'artista: «Tutto ciò che si ascolta nella narrazione del film proviene da documenti storici. Nulla è inventato, eppure tutto è stato riorganizzato».
Il saluto della direttrice
Le sette sale ospitano anche oltre venti opere della collezione permanente, dagli anni Sessanta a oggi, scelte in dialogo con il film, e uno spazio sulla storia del museo dal 2020 al 2026. Riva lo racconta così: «Lascio un MACTE vivo, aperto e in relazione con il suo territorio, grata alle artiste e agli artisti, alle curatrici e ai curatori e a tutte le persone che hanno condiviso questo percorso e contribuito a far vivere il museo».
L'artista
Elisa Giardina Papa vive tra New York e Sant'Ignazio, in Sicilia, e insegna alla Brown University. Ha esposto alla Biennale di Venezia, al MoMA e al Whitney di New York, al Gropius Bau di Berlino e all'ICA di Londra. Il film è stato realizzato con il sostegno dell'Italian Council del ministero della Cultura. Il museo è in via Giappone a Termoli.
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Il film di Elisa Giardina Papa nell'allestimento di «Blu a occhiu nuru» al MACTE Il film di Elisa Giardina Papa nell'allestimento di «Blu a occhiu nuru» al MACTE
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