Nicola Mette alla Fondazione Mudima: una pistola per bolle di sapone diventa un'arma innocente
Giovedì 19 novembre alle 18 in via Tadino la nuova performance dell'artista sardo, che usa un gioco d'infanzia per parlare di guerra, violenza e responsabilità dello sguardo
Nicola Mette con la pistola per bolle di sapone di Innocent Weapon Nicola Mette con la pistola per bolle di sapone di Innocent Weapon
Un gioco che smette di essere un gioco
Una pistola per bolle di sapone, l'oggetto più innocuo che si possa immaginare. Da qui parte «Innocent Weapon», la nuova performance di Nicola Mette che la Fondazione Mudima presenta giovedì 19 novembre alle 18 nella sede di via Tadino 26, a Milano. L'azione indaga il confine sottile tra innocenza e violenza, gioco e minaccia, partecipazione e indifferenza.
Il bianco, le bolle e il sangue
Vestito di bianco e a piedi nudi, l'artista costruisce un'azione essenziale, giocata sul rapporto tra corpo, spazio e pubblico. Le bolle attraversano la sala, compaiono e scompaiono. Poi irrompe il sangue, prelevato dal corpo stesso dell'artista: rompe il bianco iniziale e lascia una traccia concreta. Non è un effetto scenico, spiega il comunicato, ma un richiamo alla vita esposta e alla possibilità di perderla. La bolla, forma fragile destinata a esplodere, diventa così un'immagine della precarietà dell'esistenza, soprattutto quella dei bambini travolti da guerre che non hanno scelto.
La guerra senza immagini di guerra
In scena non ci sono battaglie né ricostruzioni della violenza. Il conflitto emerge da un dispositivo poetico e perturbante, in cui un oggetto da bambini cambia significato. Il pubblico non resta a guardare: viene coinvolto passo dopo passo, finché la differenza tra chi agisce e chi osserva si fa sempre più sfumata. Ognuno si ritrova a fare i conti con la propria posizione e con il modo in cui reagisce a ciò che accade davanti ai suoi occhi.
Un titolo che è una contraddizione
«Innocent Weapon», arma innocente, mette insieme due parole che non dovrebbero stare vicine. L'arma appartiene all'infanzia, a un mondo in cui i gesti non hanno conseguenze. Ma quando il gioco incontra il sangue quell'innocenza si incrina, e l'oggetto diventa la metafora di una violenza che entra anche negli spazi più protetti. Alla fine resta una domanda aperta: siamo ancora capaci di riconoscere la violenza quando si manifesta davanti a noi?
Ventisette anni di performance
Artista e performer sardo, Mette vive e lavora tra Milano e la Sardegna. In oltre ventisette anni ha realizzato circa 130 performance in contesti diversi, usando il corpo come principale campo d'indagine: identità, diversità, conflitti interiori, rapporto tra individuo e società e tra essere umano e natura. Il nuovo lavoro prosegue un percorso che comprende «Petrificadas Emoziònes – Homines Contra Homines», nelle ex Acciaierie Falck di Sesto San Giovanni, e «Bocceddu (Paradiso)», portato in piazza Sebastiano Satta a Nuoro, dove un gioco infantile diventava un rito collettivo sulla vita e sulla morte.
Dove e quando
L'appuntamento è giovedì 19 novembre alle 18 alla Fondazione Mudima, in via Tadino 26 a Milano. Per informazioni si può chiamare lo 02 2940 9633, scrivere a [email protected] o visitare il sito www.mudima.net.
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