Alla Galleria Vik Milano due mostre sull'anima della moda: Guccione fotografa New York, Samarcanda veste Botticelli
Fino al 14 ottobre a VikPellico8 «Bright Lights» di Antonio Guccione e «Italian Threads» di Samarcanda raccontano il rapporto tra arte, immagine e couture
22 settembre 2026
Due mostre parallele, un unico filo conduttore: il rapporto tra moda e immagine. La Galleria Vik Milano ospita negli spazi di VikPellico8, in Via Silvio Pellico 8, due esposizioni visitabili fino al 14 ottobre 2026 con orario 10.00-21.00. L'apertura coincide con la Milano Fashion Week, e non è una coincidenza: entrambe le mostre esplorano il corpo, l'abito e l'immagine da angolature diverse ma complementari.
Da una parte c'è la fotografia che trasforma la moda in storia. Dall'altra c'è la seta che trasforma la storia dell'arte in abito. Due linguaggi opposti che si incontrano nello stesso spazio, creando un dialogo inaspettato tra epoche, tecniche e sensibilità.
«Bright Lights», a cura di Alessandro Riva, è una selezione di fotografie di Antonio Guccione che riportano in vita la New York degli anni Ottanta e Novanta. Un decennio irripetibile per la moda internazionale, quando le top model smisero di essere manichini e diventarono icone globali, e la fotografia di moda iniziò a costruire un immaginario collettivo destinato a durare.
Guccione era lì. I suoi scatti catturano quella stagione con la precisione di chi non stava solo documentando uno stile, ma testimoniando una trasformazione culturale. Luci dure, pose deliberate, corpi che abitano l'inquadratura con la consapevolezza di chi sa di stare costruendo un'epoca. Fotografie che oggi guardiamo come si guarda un documento storico, ma che all'epoca erano semplicemente moda.
Nell'altra sala c'è Samarcanda con «Italian Threads – Art Masterpieces become Couture»: quattro creazioni di alta sartoria che trasformano su seta alcune delle immagini più celebri della storia dell'arte italiana. Botticelli, Michelangelo, Raffaello, Canaletto: capolavori che escono dalla cornice e diventano volume, drappeggio, movimento.
Non è una riproduzione, è una reinterpretazione. Le immagini vengono adattate alla costruzione sartoriale, ai tagli, alle proporzioni del corpo in movimento. Il risultato è un oggetto ibrido, a metà strada tra opera d'arte e abito da indossare, che mette in discussione dove finisce l'arte e dove inizia la moda — se mai questa distinzione ha davvero senso.
Le due mostre sono concepite come percorsi autonomi ma la Galleria Vik Milano le ha pensate come un dialogo: in «Bright Lights» il corpo e l'abito diventano fotografia; in «Italian Threads» l'immagine diventa tessuto, volume e corpo. Lo stesso punto di partenza, la stessa destinazione, due strade diverse.
Un appuntamento da non perdere per chi è in città durante la Fashion Week e vuole uscire dalla sfilata per trovare qualcosa di più lento, più stratificato. «Bright Lights» e «Italian Threads» sono visitabili fino al 14 ottobre 2026 presso Galleria Vik Milano – VikPellico8, Via Silvio Pellico 8, Milano. Orari: tutti i giorni 10.00-21.00.
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22 settembre 2026
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