Marilù Manzini: follia, fama e il peso dei social ne Le notti folli dello scoiattolo rosso

Nel suo nuovo romanzo Marilù Manzini racconta il lato oscuro della ricerca della fama e del bisogno di essere visti. Dalla follia al giudizio degli altri, fino al ruolo dei social nella costruzione della nostra immagine, l’autrice riflette sulle contraddizioni della società contemporanea.

Le notti folli dello scoiattolo rosso

Le notti folli dello scoiattolo rosso Intervista all'autrice Marilù Manzini (Fonte: Santelli Editore)

Un titolo quasi fiabesco per raccontare una storia profondamente contemporanea. Le notti folli dello scoiattolo rosso di Marilù S. Manzini porta al centro della narrazione la follia, ma anche il desiderio di tornare a essere protagonisti, la fama e la dipendenza dallo sguardo degli altri.

Il protagonista del romanzo ha conosciuto una vita entusiasmante e il successo, ma si trova poi a confrontarsi con una quotidianità che non riconosce più come propria. Da qui nasce un progetto estremo: cercare di recuperare la notorietà attraverso una forma di autodistruzione affidata ai social. 

Ed è proprio il rapporto con i social a rendere la storia particolarmente vicina al presente. Quanto il bisogno di essere visti condiziona il modo in cui costruiamo la nostra identità? E cosa accade quando la ricerca dell'attenzione diventa più importante della persona che c'è dietro l'immagine? Nel romanzo la ricerca del successo, l'immagine pubblica e il giudizio diventano così strumenti per interrogarsi anche sul nostro rapporto con noi stessi.

Scrittrice e artista visiva, Marilù Manzini utilizza la follia come una lente per osservare la realtà, mettendo in discussione l'idea stessa di normalità e la facilità con cui tendiamo a giudicare le persone a partire dalla loro superficie.

Follia e normalità: il confine sottile

Le notti folli dello scoiattolo rosso è un titolo quasi fiabesco per una storia contemporanea. Che cosa voleva nascondere e che cosa, invece, rivelare del libro attraverso un’immagine tanto evocativa?
Il titolo del romanzo è volutamente ambiguo e in qualche modo contraddittorio, che ricorda un titolo in effetti vicino ai cartoni animati. Leggendo il romanzo si capisce che “le notti folli” sono eventi drammatici reali e lo scoiattolo rosso è una figura enigmatica assimilabile al Coniglio bianco del film Donnie Darko.

La “follia” è una delle tematiche centrali del romanzo, ma che cosa significa davvero essere folli? Nei suoi personaggi quanto pesa il bisogno di sentirsi “normali” e quanto, invece, quello di essere “diversi”?
Nel romanzo il protagonista ha una tipologia particolare di follia. Per lui la normalità della vita attuale che vive è molto diversa dalla vita entusiasmante di un tempo e lo ha portato a un'idea folle, quella di recuperare la fama tramite un’autodistruzione sui social.

Successo e social: il peso dello sguardo degli altri

Nel suo romanzo la ricerca del successo sembra spingersi fino a diventare un’ossessione. C’è un momento in cui l’ambizione smette di essere desiderio e diventa dipendenza? E come si riconosce quel momento, prima che sia troppo tardi?
A mio giudizio l'ambizione della ricerca del successo diventa dipendenza, quando arriva a costituire nella propria coscienza l'unico motivo per avere una dignità e quando investe totalmente la propria personalità. Penso che non ci sia un momento in cui si possa capire. È un percorso lento e incosciente.

Abbiamo imparato a trasformare persino il dolore in qualcosa da esibire. Quanto lo sguardo degli altri condiziona oggi il modo in cui viviamo e raccontiamo le nostre esperienze? E quanto finisce per influenzare la percezione che abbiamo di noi stessi?
Credo che una grave dipendenza dal giudizio e dallo sguardo degli altri oggi sia un pericolo legato soprattutto alle giovani generazioni, e i social spesso aiutano a moltiplicare gli sguardi.

Lei attraversa due mondi, quello della scrittura e quello dell’arte visiva. Oggi l’artista è spesso chiamato a esporsi e a costruire una propria immagine pubblica: quanto questo finisce per influenzare il modo in cui guardiamo alla sua opera?
Io penso che le opere, al di là della più o meno immagine pubblica dell'artista, se non sono elaborate a tavolino e se dunque provengono da una vera esigenza hanno una vita autonoma.

Guardare oltre la superficie

Nel suo romanzo la follia diventa una lente attraverso cui osservare la realtà. Che cosa ci permette di vedere che uno sguardo più realistico rischierebbe di non cogliere?
In realtà la follia è una lente che deforma la realtà, attraverso una misura esponenziale dei propri desideri. Uno sguardo realistico è sicuramente una fotografia più attendibile, ma può essere un atteggiamento freddo che tiene fuori i desideri profondi di ogni persona.

Se dovesse indicare un preconcetto della nostra società che oggi meriterebbe di essere considerato “folle”, quale sceglierebbe?
Io credo sia folle la presunzione di pensare di conoscere e, quindi, giudicare le persone considerando solo la loro superficie. Un atteggiamento comune nell'ambito dei social.
Romanzo Le notti folli dello scoiattolo rosso

Romanzo Le notti folli dello scoiattolo rosso Copertina del libro (Fonte: Santelli Editore)

Esposizioni a confronto
Uno dei quadri della personale di Carla Bruschi
"Un'inquieta serenità del visibile", la mostra curata dal Critico d'Arte Lorenzo Bonini alla Umanitaria di Milano
25 novembre 2016
Pubblicazioni dai siti dei nostri affiliati
2023, Armando Editore Attualmente in commercio
Libro non più in commercio.
2013, Lìmina edizioni Libro finalista al premio nazionale “Bancarella Sport” 2014 Dal luglio 2015 è in versione tascabile con il marchio TEA del gruppo Gems Libro attualmente in commercio
2018, Kindle Amazon Attualmente in commercio
Moira Orfei
Dieci giorni di eventi, spettacoli, lezioni e un grande flash mob per ricordare la Regina del circo nel decennale della sua scomparsa
13 novembre 2025
Dal 12 al 13 luglio la seconda edizione della manifestazione dedicata al nuovo circo, all’affettività e alla gioia condivisa
09 luglio 2025