Facce piene di pugni di Gianni Minà vince il Premio Gianni Mura per la letteratura sportiva
Il libro curato da Loredana Macchietti e pubblicato da Edizioni Minerva racconta la boxe dalle origini agli anni Settanta. Premiazione il 14 novembre a Torino
La copertina di Facce piene di pugni. Storie non solo di ring di Gianni Minà La copertina di Facce piene di pugni. Storie non solo di ring di Gianni Minà
Il riconoscimento
Un libro rimasto nel cassetto per quarant'anni e oggi premiato. «Facce piene di pugni. Storie non solo di ring» di Gianni Minà ha vinto il Premio di Letteratura Sportiva Gianni Mura come miglior libro di letteratura sportiva. Il volume è curato da Loredana Macchietti, pubblicato da Edizioni Minerva e ha la prefazione di Isabella Rossellini. La cerimonia di premiazione si terrà il 14 novembre a Torino, durante le Nitto ATP Finals.
Un progetto nato in televisione
L'idea risale a circa quarant'anni fa, quando Minà lavorava per Rai Due a una serie sulla storia della boxe. Dalle interviste girate negli Stati Uniti e in Europa, dagli appunti, dai dattiloscritti e dalle telecronache era nato il progetto di un libro. È rimasto a lungo incompiuto e oggi è diventato realtà grazie al lavoro di Macchietti e alla collaborazione con la Fondazione Gianni Minà.
Da Jack Johnson a Muhammad Ali
Il racconto attraversa la storia del pugilato dalle origini alla fine degli anni Settanta. Ci sono i grandi campioni, da Jack Johnson a Joe Louis, da Primo Carnera a Rocky Marciano. Ampio spazio è dedicato a Muhammad Ali, che Minà seguì da vicino: non solo le imprese sul ring, ma anche l'impegno civile e il rifiuto della guerra in Vietnam.
Le storie dei meno celebri
Accanto alle leggende ci sono i pugili dimenticati: gli atleti delle categorie più leggere, gli emigranti italiani in America, i ragazzi che sul ring cercavano una possibilità di riscatto. È lo sguardo che ha reso Minà uno dei giornalisti sportivi più amati: raccontare lo sport come una storia di persone, dentro il loro tempo.
Le parole dell'editore
«Sono molto felice per questo premio e grato a Loredana Macchietti per la fiducia e per avermi affidato un progetto così importante. È un libro senza tempo, che attraversa la storia della nobile arte della boxe e le vicende dei suoi protagonisti, restituendo così lo sguardo appassionato e profondo di un grande giornalista come Gianni Minà», dichiara Roberto Mugavero, editore di Minerva.
Dal Coni al Salone del Libro
Il volume era stato presentato lo scorso 27 marzo al Coni, a Roma, a tre anni dalla scomparsa del giornalista torinese, in collaborazione con l'Unione stampa sportiva italiana. Prima della vittoria era entrato nella rosa dei finalisti del premio, legato al Salone internazionale del Libro di Torino.
Un premio nel nome di Mura
Il riconoscimento porta il nome di Gianni Mura, un'altra grande firma del giornalismo sportivo italiano. Un incrocio di nomi che rende il premio ancora più significativo per un libro che, oltre a raccontare la boxe, restituisce un modo di fare giornalismo fatto di passione e di attenzione alle persone.
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