Teatro della Cooperativa, al via la stagione 2026/27: venti spettacoli e un Biennio Rosso per il 25° anniversario
Dal 10 ottobre parte il nuovo cartellone del teatro milanese di Niguarda: otto prime nazionali, memoria e antifascismo come filo conduttore, tra Thomas Bernhard, Marco Paolini e tante produzioni originali
Don Chisciotte senza mancia©Laila Pozzo-2
10 settembre 2026
Un Biennio Rosso per i 25 anni di storia
Il Teatro della Cooperativa di Milano apre la stagione 2026/27 con un progetto ambizioso e dal titolo evocativo: Biennio Rosso. Non è solo un cartellone teatrale, ma la prima parte di un percorso biennale che porterà fino al 2027/2028, quando il teatro fondato e diretto da Renato Sarti festeggerà i suoi 25 anni di attività. La stagione è stata presentata alla Casa della Memoria di Milano, alla presenza dell'Assessore alla Cultura Tommaso Sacchi (in videomessaggio), dell'Assessore regionale Francesca Caruso e di rappresentanti del quartiere Niguarda, dove il teatro ha sede. Il titolo richiama un episodio storico preciso: tra il 1922 e il 1923 il quartiere di Niguarda fu teatro di feroci attacchi fascisti, e gli abitanti delle cooperative locali li respinsero. Una storia di resistenza che diventa oggi il simbolo di una stagione tutta orientata alla memoria e ai valori della democrazia.
Venti spettacoli, otto prime nazionali
Il cartellone 2026/27 conta 20 spettacoli, di cui otto prime nazionali, un'anteprima e tre prime milanesi. Si parte il 10 e 11 ottobre con «Nome di battaglia Lia», firmato da Renato Sarti, con Marta M. Marangoni e Rossana Mola: il racconto di Gina Galeotti Bianchi, partigiana di Niguarda uccisa dai nazisti in fuga il giorno della Liberazione, incinta di otto mesi. Dal 13 al 18 ottobre tocca a «Mai morti», monologo storico sul neofascismo con Gabriele Falsetta. Il 24 e 25 ottobre va in scena «Gorla fermata Gorla», sul bombardamento del 1944 che uccise 184 bambini alla scuola elementare Francesco Crispi.
Bernhard, Paolini e le nuove produzioni
Tra le prime nazionali spicca «L'apparenza inganna» di Thomas Bernhard, con la regia di Renato Sarti e i due fratelli protagonisti affidati a Valerio Bongiorno e Carlo Rossi della Filarmonica Clown: «Dopo il successo di Ritter, Dene, Voss, torno a Bernhard puntando sulla sua vena ironica e sarcastica», ha spiegato Sarti. Debutta in prima nazionale anche «I Macchiaioli. Storia dei ragazzi che fecero la rivoluzione» di e con Massimiliano Loizzi, prodotto con Mercanti di Storie. Torna in scena «Ausmerzen – Vite indegne di essere vissute» di Marco Paolini, con Barbara Apuzzo e Renato Sarti alla regia: lo spettacolo racconta l'Azione T4, il primo sterminio di massa nazista.
Memoria, ironia e contemporaneo: un teatro vivo e necessario
Non mancano gli spettacoli capaci di far sorridere e riflettere insieme. «Diva – meglio all'Inferno sui tacchi che in Paradiso con le ballerine», monologo vincitore del Fringe Festival e del Premio Mariangela Melato, vede in scena Greta Sofia Pilloni, drag queen dalla lingua tagliente. A novembre arriva «Il fanciullino» di Renata Ciaravino, nato da cento interviste ad anziani del quartiere: amori, balli e storia italiana dal dopoguerra a oggi. Il Teatro della Cooperativa si trova in via Hermada 8 a Milano (Niguarda). La stagione inizia il 10 ottobre. Per informazioni e abbonamenti: www.teatrodellacooperativa.it.
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