Premiolino 2026, al Piccolo Teatro Grassi premiati sei giornalisti e Rai Scuola
Alla 66ª edizione del più antico premio giornalistico italiano riconoscimenti ad Anna Foa, Colarusso, Bulfon, Mazza, Feltri e Biazzo
La cerimonia del Premiolino 2026 Un momento della serata del Premiolino 2026 al Piccolo Teatro Grassi
Una serata per la libertà d'informazione
Un violoncello davanti a un muro che cade. Le immagini di Mstislav Rostropovich che suona Bach davanti al Muro di Berlino hanno aperto, al Piccolo Teatro Grassi di Milano, la cerimonia della 66ª edizione del Premiolino, il più antico premio giornalistico italiano. Dallo schermo al palco la musica è proseguita dal vivo con la violoncellista Nicoletta Mainardi. Ai vincitori sono andate le tradizionali pergamene in lino del maestro Manzi.
I premiati
Sono sei i giornalisti premiati: la storica ed editorialista della Stampa Anna Foa, l'inviata di Repubblica Gabriella Colarusso, la giornalista indipendente Floriana Bulfon, Viviana Mazza del Corriere della Sera, Stefano Feltri, autore di Appunti e conduttore di Revolution su Rai Radio 3, e Sacha Biazzo di Report. Il Premio Pirelli per la Scuola è andato a Rai Scuola, rappresentata da Fabrizio Zappi e Lorenzo Ottolenghi.
Quattro premiati su sei sono donne. Un segnale che richiama Oriana Fallaci, prima donna a ricevere il Premiolino, le cui parole del 1961 sono risuonate in sala: «Ogni persona libera, ogni giornalista libero, deve essere pronto a riconoscere la verità ovunque essa sia».
Le motivazioni
Nei lavori premiati ci sono Gaza e l'Iran, gli Stati Uniti, le reti della criminalità, l'antisemitismo e i diritti delle donne. Di Colarusso la giuria sottolinea che «ha la capacità di raccontare la guerra da grande inviata», anche dai luoghi dove gli inviati arrivano con difficoltà. Per Bulfon il premio vuole evidenziare un eccellente giornalismo d'inchiesta che, nonostante anni di risultati, non le ha ancora dato un contratto: da tempo la giornalista vive sotto sorveglianza per le minacce ricevute. Di Mazza viene ricordata l'intervista a Donald Trump, di Feltri la capacità di spiegare economia e potere con chiarezza, di Biazzo le inchieste sulle mafie e la prima intervista video a Paolo Zampolli.
A Rai Scuola il riconoscimento è andato «per sottolineare il valore di un'informazione che è anche strumento di formazione culturale, sociale e civile».
La giuria e la storia
La giuria è presieduta da Chiara Beria di Argentine, affiancata da quest'anno dalla vicepresidente Benedetta Tobagi. Nato a Milano nel 1960 per iniziativa di grandi firme come Indro Montanelli, Enzo Biagi e Luigi Barzini Jr, il Premiolino è sostenuto da Pirelli dal 2023. La serata si è chiusa con una lettura dedicata a Joseph Pulitzer: «la nostra Repubblica e la sua stampa progrediranno o cadranno insieme».
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La cerimonia del Premiolino 2026 Un momento della serata del Premiolino 2026 al Piccolo Teatro Grassi
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