Venezia 2026, il bilancio della Mostra del Cinema: top, flop e contraddizioni

Dal Leone d’Oro ai film che hanno fatto discutere: il bilancio dell’83ª Mostra del Cinema di Venezia, tra politica, memoria, intelligenza artificiale e nuove sfide per il cinema.

Festival del Cinema di Venezia 2026

Festival del Cinema di Venezia 2026 Il bilancio della mostra (Immagine: AI)

Si è chiusa il 12 settembre l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, iniziata il 2 settembre. Un’edizione attraversata da temi come guerra, memoria, tecnologia e rapporto tra realtà e rappresentazione, accanto a fenomeni della cultura popolare come il ritorno degli Oasis.

Il palmarès dell’83ª Mostra del Cinema di Venezia

Per il concorso principale, i premi più importanti sono stati:

  • Leone d’Oro: Woman Unknown di May el-Toukhy.
  • Gran Premio della Giuria: Possible Love di Lee Chang-dong.
  • Miglior regia: Ilya Khrzhanovsky per DAU.
  • Premio Speciale della Giuria: NAZA di Yuval Abraham e Rachel Szor.
La Coppa Volpi femminile è andata a Mathilde Arcel per Woman Unknown, quella maschile a John Malkovich per Wild Horse Nine.

TOP: quando il cinema guarda alla realtà

Tra i film più discussi c’è NAZA, documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor dedicato alle operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza. Il film raccoglie testimonianze di 24 membri dell’intelligence e dell’esercito israeliano e ha ricevuto un’ovazione di circa 25 minuti. A fine festival ha conquistato il Premio Speciale della Giuria.

Anche A Bit of Light di Ali Asgari affronta una realtà segnata dalla repressione: protagonista è un medico iraniano che, dopo aver perso la possibilità di esercitare la professione, attraversa una giornata segnata dalla disperazione e dalla ricerca di una possibile via d’uscita.

TOP: la memoria e la storia del cinema

La memoria è al centro di DAU, il progetto di Ilya Khrzhanovsky dedicato al fisico sovietico Lev Landau e sviluppato nell’arco di circa vent’anni. Gran parte del materiale è stato girato tra il 2008 e il 2011 a Kharkiv. La presenza del film a Venezia è stata accompagnata da una controversia legata al contesto russo-ucraino. Khrzhanovsky ha rinunciato alla cittadinanza russa nel 2024 e si è espresso contro la guerra. A Venezia ha ricevuto il premio per la migliore regia.

Fuori concorso, Luca Guadagnino ha presentato Joie de vivre, documentario dedicato a Bernardo Bertolucci e alla cinefilia del Novecento. Il film dura sette ore e comprende interventi, tra gli altri, di Martin Scorsese, Jeremy Thomas, James Gray, David Cronenberg e Alfonso Cuarón.

TOP: l’intelligenza artificiale entra nel racconto

L’IA è comparsa anche direttamente nel linguaggio cinematografico. In Musk, il documentario di Alex Gibney dedicato a Elon Musk, vengono utilizzati un avatar digitale realizzato in CGI e una voce artificiale per ricostruire la presenza dell’imprenditore. La scelta apre una questione destinata a diventare sempre più rilevante: che cosa cambia quando l’intelligenza artificiale non è soltanto il tema di un film, ma anche uno strumento per rappresentare una persona reale?

FLOP: la rappresentanza femminile resta una questione aperta

Nel concorso principale erano presenti 21 film. May el-Toukhy è stata l’unica donna a dirigere da sola un film in competizione; NAZA era invece co-diretto da Rachel Szor. Il dato contrasta con il risultato di Woman Unknown, vincitore del Leone d’Oro e premiato anche per l’interpretazione di Mathilde Arcel. Il successo del film non cancella quindi lo squilibrio della selezione.

FLOP, o almeno una contraddizione: Venice Immersive

Venice Immersive ha presentato 68 progetti provenienti da 26 Paesi, tra realtà virtuale, esperienze immersive e nuovi linguaggi audiovisivi. La sezione continua a rappresentare uno spazio importante per la sperimentazione, ma la sua fruizione rimane legata a dispositivi, installazioni e modalità diverse dalla visione cinematografica tradizionale. Il Guardian ha giudicato l’edizione 2026 leggermente meno innovativa rispetto alla precedente.

La sorpresa: Oasis conquista il Lido

Tra le sorprese dell’edizione c’è stata la risposta del pubblico a Oasis: Don’t Look Back in Anger, dedicato alla reunion degli Oasis e al tour del 2025. Il documentario racconta il ritorno sul palco di Liam e Noel Gallagher dopo la separazione del gruppo. A Venezia ha suscitato una forte reazione emotiva, confermando quanto la nostalgia musicale possa trasformarsi in un fenomeno culturale.

Che cosa ci lascia Venezia 2026?

Con film come NAZA, DAU, Musk e fenomeni popolari come il ritorno degli Oasis, Venezia 2026 ha riunito temi molto diversi: dalla politica alla memoria, dalla tecnologia al cinema d’autore, fino alla cultura popolare.

Restano però alcune questioni aperte, come la presenza ancora ridotta delle donne alla regia nel concorso principale e il ruolo che le tecnologie immersive e l'intelligenza artificiale avranno nel cinema dei prossimi anni. 

Insomma, i premi chiudono la competizione; il dibattito, invece, continua oltre il Lido.
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