Venezia 83, il cinema che non compete: donne, premi e alberi
Dal Kinéo a «Dinner with Dante» al documentario di Kossakovsky, e il talk LSPG-Mujeres nel Cinema: il festival è anche questo
Tra i red carpet e le proiezioni in concorso, l'83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia riserva spazio anche a storie che corrono fuori dai binari della competizione ufficiale. Tre appuntamenti raccontano un cinema diverso: fatto di donne che lavorano insieme per cambiare le regole del gioco, di cortometraggi che valgono un premio internazionale, di documentari capaci di riscrivere il nostro modo di guardare gli alberi.
Un talk per cambiare il cinema
Il 3 settembre, dalle ore 18.00 alle 21.30 a La Villa — Lungomare Guglielmo Marconi 56, Lido di Venezia — la società di produzione indipendente LSPG e l'associazione Mujeres nel Cinema si ritrovano per un confronto aperto sulla filiera cinematografica. Il tema è quello che il settore porta in coda da anni: produzione indipendente, distribuzione, valorizzazione dei talenti femminili, nuovi modelli e alleanze.
L'incontro è articolato in un talk seguito da un aperitivo di networking. Interverranno Maria Giménez Cavallo, regista e produttrice; Vanessa Zerda Rueda, produttrice indipendente; Luca Severi, fondatore di LSPG; Paolo Teta, Head of Distribution di LSPG Popcorn; Carolina Pezzini di Berta Film; Lorenzo Fiuzzi di UMI Films; Valentina Signorelli di DAITONA ed Elena Urbani, consulente per la distribuzione. A moderare, Giulia Rosa d'Amico, Silvia Leonetti e Giulia Pagnacco di Mujeres nel Cinema.
Nel corso della serata verrà assegnato il primo premio «LSPG Cinema & Change», che per questa prima edizione va a Maria Giménez Cavallo. A spiegare il senso dell'iniziativa è Luca Severi, CEO di LSPG: «Il premio nasce dalla convinzione che il mondo del cinema, oggi più che mai, abbia bisogno di cambiamento: di persone capaci di metterlo in discussione, di innovare e, soprattutto, di migliorarlo». L'evento è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria su mujeresnelcinema.it.
Il corto sulla guerra premiato al Kinéo
«Dinner with Dante», cortometraggio diretto da Cecilia Miniucchi e scritto da Katherine Schimmel, ha ricevuto il Premio Kinéo «Diamanti al Cinema» come miglior cortometraggio alla 83ª Mostra. Una produzione indipendente realizzata interamente a Firenze: racconta la storia di una giovane donna rimasta congelata nel trauma della guerra. Il suo promesso sposo è stato ucciso dall'esplosione di una mina subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale, e lei da allora torna ogni sabato nello stesso ristorante di Piazza Santa Croce, dove immagina di condividere ancora una cena con lui. Sullo sfondo, la statua di Dante Alighieri e il passare delle epoche.
Girato in bianco e nero, il film affida quasi tutto allo sguardo di Gaia Bottazzi, attrice italiana residente a Londra. «Ho voluto raccontare la storia di una giovane donna innocente che vede esplodere davanti ai propri occhi il suo promesso sposo e rimane imprigionata, in quel trauma, fissa nel tempo come la statua di Dante alla quale continua a rivolgersi mentre la vita passa inesorabile», spiega Miniucchi. «È un film nato dal desiderio di trasmettere un messaggio di pace e di ricordare le vittime innocenti di ogni conflitto».
Cecilia Miniucchi ha lavorato con Lina Wertmüller e agli Zoetrope Studios di Francis Ford Coppola. Con Expired è stata candidata alla Camera d'Or a Cannes; il suo No Place like Rome ha già vinto due Premi Kinéo. Il film è disponibile su richiesta per visioni e interviste: contatto [email protected].
Holy Wood Dust: il documentario che difende gli alberi
Domenica 6 settembre, alle 17.00 alla Sala Corinto, va in scena la proiezione ufficiale di «Holy Wood Dust», il nuovo documentario di Victor Kossakovsky — fra i documentaristi più premiati del mondo, due volte nella shortlist degli Oscar — con la partecipazione del celebre botanico Stefano Mancuso. Il film è in selezione Open – Fuori Concorso: una produzione Be Water Film e Solaria Film con Rai Cinema, in coproduzione internazionale con partner spagnoli, catalani e tedeschi, con il sostegno di Regione Lazio e la distribuzione estera curata da Rai Cinema International Distribution.
Il documentario porta lo spettatore in un viaggio senza precedenti nella vita degli alberi. Cosa succede nel secondo esatto in cui un albero viene abbattuto? Cosa prova in quell'istante? «Il film vuole mettere in luce la straordinaria complessità degli alberi, le loro capacità di apprendere, comunicare e creare legami», afferma Kossakovsky. «Spero che gli spettatori possano arrivare a riconoscere che alberi e piante hanno lo stesso diritto di esistere degli esseri umani. Il vero progresso consiste nello sviluppare empatia nei confronti del mondo naturale».
Fortemente lirico, «Holy Wood Dust» costruisce un'esperienza cinematografica immersiva in cui suoni ambientali e musica si intrecciano, dettando il ritmo narrativo. Una provocazione estetica e politica, firmata da chi usa il cinema come strumento per cambiare lo sguardo sul mondo.
Il 6 settembre mattina è in programma anche una proiezione stampa alle 9.00, con sessione di interviste dalle 9.45 alle 11.15 presso lo Spazio Coming Soon. Per accreditarsi: [email protected].
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