«Holy Wood Dust», Kossakovsky e Stefano Mancuso raccontano la vita degli alberi: online il trailer, al cinema dal 23 novembre
Il documentario presentato a Venezia arriva in sala solo per tre giorni, il 23, 24 e 25 novembre, con Be Water Film e Medusa. E per il film nasce una foresta di 180 alberi in Amazzonia
Il poster di «Holy Wood Dust» di Victor Kossakovsky con Stefano Mancuso Il poster di «Holy Wood Dust» di Victor Kossakovsky con Stefano Mancuso
Il trailer è online
È uscito il trailer di «Holy Wood Dust», il nuovo documentario di Victor Kossakovsky con la partecipazione del botanico Stefano Mancuso. Il film arriva nei cinema italiani con un'uscita evento di tre giorni, il 23, 24 e 25 novembre, distribuito da Be Water Film in collaborazione con Medusa Film. L'anteprima mondiale si è tenuta all'83esima Mostra del Cinema di Venezia, nella sezione Open – Fuori Concorso.
Un incontro tra cinema e scienza
Il film unisce due mondi. Da una parte c'è il regista di «Gunda», «Aquarela» e «Architecton», due volte nella shortlist degli Oscar. Dall'altra uno dei più autorevoli studiosi del mondo vegetale. Insieme accompagnano lo spettatore in un viaggio dentro la vita degli alberi, partendo da una domanda spiazzante: cosa succede nel secondo dopo che un albero viene abbattuto? Cosa prova in quell'istante? «Holy Wood Dust» invita a guardare le piante da una prospettiva completamente nuova.
Immagini, suoni e musica
Kossakovsky costruisce un'esperienza immersiva in cui immagini, paesaggi sonori e ricerca scientifica si intrecciano. Il film esplora la capacità degli alberi di comunicare, imparare e creare legami, e riflette sul rapporto tra esseri umani e natura. I suoni dell'ambiente e la musica dettano il ritmo del racconto e accompagnano la tensione del viaggio, tra contrasti estetici e simbolici. Lo spirito del film è riassunto dalla frase di Fëdor Dostoevskij scelta per il poster: «Non capisco come si possa passare davanti a un albero e non provare gioia nel vederlo».
Le parole del regista
Con questo lavoro Kossakovsky torna a interrogarsi sul rapporto tra uomo e natura, guardando ciò che di solito resta invisibile. «Spero che gli spettatori possano arrivare a riconoscere che alberi e piante hanno lo stesso diritto di esistere degli esseri umani. Il vero progresso consiste nello sviluppare empatia nei confronti del mondo naturale», spiega il regista.
Una foresta per il film
Il messaggio diventa anche un gesto concreto. Grazie alla partnership con zeroCO2, che si occupa di riforestazione con un forte impatto sociale, nascerà la foresta di «Holy Wood Dust»: 180 alberi piantati nell'Amazzonia peruviana insieme alle comunità indigene locali.
La produzione
Il documentario è prodotto da Be Water Film e Solaria Film con Rai Cinema, in coproduzione con la spagnola Oceanika, Allegra Films e la tedesca Doppelplusultra Filmproduktion. Ha il sostegno della Regione Lazio e del ministero della Cultura, la partecipazione di Zdf/3sat, Rtve e 3Cat e la collaborazione della Trentino Film Commission.
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