Don Mimì Dragone, una “livella” tra poesia, fede e misericordia
Il manoscritto in lingua napoletana del sacerdote di Marcianise diventa un testamento spirituale che unisce cultura popolare e speranza cristiana
Don Mimì Dragone Don Mimì Dragone, fondatore del Santuario di Nostra Signora di Fatima a Marcianise
01 novembre 2026
Una poesia in lingua napoletana, scritta il 31 ottobre 2019, custodisce una delle testimonianze più intime del ministero di Don Mimì Dragone, parroco, rettore e fondatore del Santuario di Nostra Signora di Fatima a Marcianise.
Intitolata “’A livella cu ’a luce d’ ’o Cielo”, la composizione riprende il tema della livella e lo trasferisce dalla satira alla dimensione pastorale. La vita è descritta come una fragile scena teatrale, sulla quale ciascuno recita il proprio ruolo portando con sé dolori, responsabilità e limiti.
La morte non appare come condanna, ma come rivelazione della verità: cadono titoli e maschere, mentre resta il valore dei gesti compiuti. Il passaggio centrale del testo identifica la vera uguaglianza non con la morte, ma con la misericordia e con l’amore rivolto al prossimo.
San Gennaro, la Madonna e la lingua della devozione popolare collegano Napoli e Marcianise. La poesia diventa così un ponte tra cultura locale e teologia, consegnando alla comunità un messaggio di carità, pace e speranza.
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01 novembre 2026
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