Helmut Schober, dalle performance alla luce: il 22 ottobre la Fondazione Mudima proietta le azioni degli anni Settanta
Una serata curata da Alberto Mugnaini nell'ambito della retrospettiva «Luce e Movimento», con le documentazioni di Concerto I, presentato a Documenta 6, e di Linea di luce. Ingresso libero
L'invito alla serata sulle performance di Helmut Schober alla Fondazione Mudima L'invito alla serata sulle performance di Helmut Schober alla Fondazione Mudima
Le radici performative di un pittore della luce
Prima delle grandi tele luminose c'erano il corpo, il movimento, l'energia. Giovedì 22 ottobre alle 18.30 la Fondazione Mudima, in via Tadino 26 a Milano, dedica una serata alla proiezione e alla documentazione delle storiche performance realizzate negli anni Settanta da Helmut Schober.
L'incontro, curato da Alberto Mugnaini, rientra nella retrospettiva «Luce e Movimento – Licht und Bewegung», curata da Dieter Ronte e realizzata con il contributo del Forum Austriaco di Cultura di Milano. È l'occasione per approfondire una fase meno nota ma decisiva della ricerca dell'artista austriaco.
Da Documenta 6 al Museum Ludwig
Tra i materiali proposti ci sono le documentazioni storiche di Concerto I (1975-1977), presentato a Documenta 6 di Kassel nel 1977, e di Linea di luce (1979), realizzato al Museum Ludwig di Colonia. In entrambe le azioni il corpo dell'artista si misura con dispositivi elementari, forze fisiche e processi energetici.
La performance non è pensata come rappresentazione, ma come esperienza diretta di tensioni, equilibri e flussi che coinvolgono insieme corpo, spazio e materia. Già in questi lavori giovanili emergono i nodi centrali della poetica di Schober: il rapporto tra corpo ed energia, tra movimento e percezione, tra luce e spazio.
Il filo che porta alla pittura
Guardare questi documenti aiuta a capire la continuità con la produzione pittorica successiva. Schober non abbandona le domande degli anni Settanta, ma le porta sulla superficie del quadro, trasformando la pittura in un campo di forze che registra vibrazioni luminose e dinamiche spaziali.
La mostra ripercorre questo sviluppo con opere fondamentali come Figur mit Idol, presentata alla Biennale di Venezia del 1986, Kampfraum 1, esposta a Documenta 8 nel 1987, e il monumentale Schwetzinger Zyklus (2004-2005). Pigmenti puri, grafite e materiali riflettenti creano superfici in continua trasformazione, in cui la luce diventa presenza attiva.
Informazioni
La retrospettiva resta aperta fino al 30 ottobre, dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 19, con ingresso libero. Sabato e domenica la Fondazione è chiusa. Informazioni allo 02 29409633 o su mudima.net.
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