Da Sottsass a Fantoni, a Catania 135 ceramiche d'autore della collezione «Primedicopertina» verso l'asta di dicembre
Da Art La Rosa la raccolta di Gianni e Giusi Mirulla, nata dalle copertine della rivista D'A: 93 artisti dagli anni Cinquanta a oggi, proposti in un unico lotto a musei, fondazioni e collezionisti
Alcune opere della collezione «Primedicopertina» esposte da Art La Rosa Alcune opere della collezione «Primedicopertina» esposte da Art La Rosa
Una collezione nata in copertina
Centotrentacinque opere, 93 artisti e oltre mezzo secolo di ceramica italiana. «Primedicopertina», la collezione di Gianni e Giusi Mirulla che riunisce sculture e opere ceramiche dagli anni Cinquanta a oggi, è esposta per intero da Art La Rosa a Catania, che la porterà all'asta in un unico blocco nel dicembre 2026.
Non è una semplice sequenza di pezzi. La raccolta è legata alle copertine di D'A – Design e Artigianato, Arti Applicate e Decorative, la rivista fondata nel 1990 per raccontare un settore che allora faticava a trovare spazio. Dal 1991 la copertina diventa una vetrina per un'opera e per il suo autore: anno dopo anno, le copertine diventano opere e le opere diventano collezione. Dal 2011 al 2023 si aggiungono le ceramiche uscite sulle copertine de La Ceramica Moderna & Antica, diretta dallo stesso Mirulla.
Maestri e nuove generazioni
Nella collezione convivono gli scultori Marcello Fantoni, Ilario Fioravanti, Ivo Sassi e Carlo Zauli, i designer Antonia Campi, Tiziano Dalpozzo ed Ettore Sottsass, e poi Ugo La Pietra, Nicola Boccini, Paolo Polloniato, Tommaso Cascella e gli autori più giovani. Non mancano artisti stranieri legati alla scena italiana, come Panos Tsolakos, Tomo Hirai, Philippe Artias e Lee Babel.
Maioliche, grès, terracotte e porcellane dialogano con lavori in cui la ceramica incontra altri materiali. Il risultato racconta come, dagli anni Cinquanta, il confine tra arte, artigianato e design si sia via via assottigliato.
Le parole dei protagonisti
«Il punto di partenza erano gli artisti, le loro ricerche e il desiderio di raccontarle – sottolinea Gianni Mirulla – ogni copertina rappresentava un incontro e una scelta culturale». E ancora: «Oggi consegnare questa raccolta a una nuova fase della sua storia significa soprattutto cercare qualcuno che sappia conservarne l'unità e continuare a raccontarla».
Per Giacomo La Rosa, gallerista e direttore della casa d'aste, «il vero valore aggiunto è la relazione fra le opere»: «Sono 135 lavori con una storia culturale comune, una documentazione e un catalogo che consentono di ricostruirne il percorso. Separarli avrebbe il significato di perdere una parte importante di questo racconto».
Un possibile museo
Proprio per questo l'asta di dicembre guarda oltre i collezionisti privati: musei, fondazioni, amministrazioni e istituzioni culturali interessati a un nucleo già documentato, che potrebbe diventare la base di uno spazio dedicato alla ceramica contemporanea. Il designer Angelo Minisci, della LABA di Firenze, parla di un possibile «museo in progress delle arti applicate».
La raccolta è documentata dal volume «Primedicopertina», curato dalla storica dell'arte Gilda Cefariello Grosso e pubblicato nel 2025. Il catalogo si può consultare anche online sul sito artlarosa.com.
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Alcune opere della collezione «Primedicopertina» esposte da Art La Rosa Alcune opere della collezione «Primedicopertina» esposte da Art La Rosa
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