La settima arte

Ma ha senso oggi occuparsi ancora del cinema muto nell’era degli effetti speciali e del dolby surround? La risposta non può che essere sì, ha senso, e non soltanto dal punto di vista di una interessante ricerca storico/iconografica, ma soprattutto per la forza emotiva che ancora oggi meraviglia e sorprende gli uomini

Silenzio in sala!

Ogni evento artistico, sociale, culturale, storico e scientifico racchiude in se una nascita ed una evoluzione: ma sono le origini che, avendo da sempre un fascino particolare, ne determinano la memoria e il merito attraverso i secoli.

“Il cinema racchiude in sé molte altre arti; così come ha caratteristiche proprie della letteratura, ugualmente ha connotati propri del teatro, un aspetto filosofico e attributi improntati alla pittura, alla scultura, alla musica” (Akira Kurosawa).

Non potremmo parlare di cinema, se non fossimo capaci di richiamare alla mente tutte quelle interazioni artistiche, filosofiche, storiche e intellettuali che intrecciandosi, e a volte sovrapponendosi, hanno consentito ai film dell’era del muto di “parlare” attraverso il silenzio. Il silenzio inteso come assenza di suono, nella quotidianità è lecito considerarlo una forma di rispetto collettivo e raccoglimento in commemorazione di una persona defunta o semplicemente definirlo un gesto reverenziale verso chi è intento a parlare. E’ lecito esprimerlo come forma di protezione legale, o invece, nel modo in cui avviene in molte dottrine religiose, recitarlo come disciplina spirituale: il “silenzio interiore”. Viceversa, come per esempio avviene nella musica, considerarlo una componente di essa.(essendo naturalmente privo di tono, timbro e intensità, l’unica caratteristica che condivide con il suono, in un contesto musicale, è la durata.). Anche nel cinema muto degli esordi, l’assenza di suono, voce o rumore, veniva considerata parte integrante di una storia, di una azione, di un gesto, di un ritmo, di una parola sottesa: armonico silenzio come in una melodia.

Per definizione quando parliamo di cinema muto, dobbiamo intendere un film senza traccia sonora, per gli storici riconducibile al periodo dal 1895 al 1927 (silent- era).

In realtà, le pellicole di questi anni, non furono mai del tutto “mute”, anche nelle prime proiezioni, era d’uso comune accompagnarle con musica dal vivo (che rappresentava la colonna sonora), con spiegazioni verbali chiarificatrici delle scene e letture delle didascalie da parte di un commentatore. Per questo, e per tutto ciò sopra espresso, diventa ora essenziale partire dall’inizio.....e da quella voce categorica, ma cortese che esortava il pubblico al contegno pronunciando: ”signore e signori silenzio in sala il film sta per iniziare”!


Esposizioni a confronto
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08 maggio 2017