Fotografia oltre il tempo: a Roma le prime linee guida per conservare il patrimonio fotografico
Martedì 10 novembre alla Biblioteca nazionale centrale una giornata di studio e la presentazione del volume promosso dal Ministero della Cultura e dal Centro La Venaria Reale
La locandina della giornata di studio Fotografia oltre il tempo La locandina della giornata di studio Fotografia oltre il tempo
Una giornata per la memoria in immagini
Come si conserva una fotografia? La domanda è meno semplice di quanto sembri, e il Ministero della Cultura prova a darle risposte condivise. Martedì 10 novembre, dalle 9.30 alle 17, l'auditorium della Biblioteca nazionale centrale di Roma, in viale Castro Pretorio 105, ospita la giornata di studio «Fotografia oltre il tempo» e la presentazione del volume «Verso le linee guida per la conservazione della fotografia. Studi e strumenti», edito da Artem.
Due anni di lavoro
Il libro è il frutto del progetto biennale 2025-2026 promosso dalla Direzione generale Creatività contemporanea del Ministero e dalla Fondazione Centro per la Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali «La Venaria Reale», con le direzioni generali Archeologia, belle arti e paesaggio e Archivi. Un tavolo tecnico-scientifico e gruppi di lavoro tematici hanno messo insieme esperti di discipline diverse per affrontare la complessità dei materiali, delle tecniche e della conservazione preventiva.
Il programma
Aprono i lavori i saluti della sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, dei capi dipartimento Massimo Osanna e Luigi La Rocca, del direttore generale Costantino D'Orazio, dei direttori generali Fabrizio Magani e Antonio Tarasco e del presidente del Ccr La Venaria Reale Alfonso Frugis. Seguono tre sessioni e, nel pomeriggio, una tavola rotonda con gli istituti del Ministero dedicati al settore, dall'Istituto centrale per il Restauro all'Opificio delle Pietre Dure, insieme al Munaf – Museo nazionale di Fotografia e al Maxxi.
La fotografia come memoria collettiva
Nel testo introduttivo Borgonzoni ricorda che «La fotografia è una componente essenziale del patrimonio culturale italiano e della nostra identità collettiva». Osanna sottolinea invece un aspetto tecnico decisivo: «L'identificazione del procedimento fotografico assume un valore propriamente conoscitivo, perché permette di distinguere oggetti visivamente affini ma ottenuti attraverso tecniche diverse, esposti a differenti fenomeni di degrado e tali da richiedere, di conseguenza, strategie conservative differenziate».
Strumenti condivisi
«Con questo progetto vogliamo favorire il dialogo tra istituzioni e professionisti e contribuire alla costruzione di strumenti condivisi per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio fotografico italiano», spiega D'Orazio. L'iniziativa rientra nel Piano strategico di sviluppo della fotografia in Italia e all'estero 2024-2026. L'obiettivo è arrivare a un documento di riferimento per la comunità scientifica e per chi lavora ogni giorno con archivi e collezioni fotografiche.
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