Sanguara, il folk horror di Mattia Riccio che risveglia i misteri dei Monti Simbruini

Svelato il primo poster del nuovo film del regista, girato tra Monte Livata e Jenne con una troupe tutta under 35. Due studenti di antropologia sulle tracce di un'antica comunità etrusca scomparsa. Uscita prevista nel 2027

Una scena di Sanguara di Mattia Riccio

Una scena di Sanguara di Mattia Riccio Una scena di Sanguara, il nuovo film di Mattia Riccio

Il primo poster ufficiale

Le riprese sono finite e Sanguara, il nuovo lungometraggio scritto e diretto da Mattia Riccio, mostra il suo primo poster ufficiale. È il primo sguardo sull'universo visivo di un folk horror ambientato nel cuore dei Monti Simbruini, dove il paesaggio naturale diventa parte del racconto. L'immagine scelta dice già molto: un grande albero domina un paesaggio montano sotto un cielo minaccioso. Ai suoi piedi c'è una figura umana rannicchiata, quasi inghiottita dalla natura.

Una ricerca che diventa incubo

La storia parte da una ricerca che sembra solo accademica. Due studenti di antropologia, su indicazione del loro relatore, raggiungono una zona isolata per cercare tracce della misteriosa scomparsa di un'antica comunità etrusca. Ma l'indagine cambia presto natura. Più i protagonisti si addentrano nel territorio, più l'ambiente diventa ostile. Passato e presente sembrano sovrapporsi e una presenza difficile da definire li accompagna a ogni passo.

La paura che appartiene ai nostri luoghi

Per Riccio è la seconda regia dopo La figlia del bosco e un nuovo passo nel cinema di genere. Il regista spiega così la sua scelta: «"Sanguara" nasce dal desiderio di confrontarmi con un'idea di paura che appartiene alla nostra storia e ai nostri luoghi». E aggiunge: «Non volevo costruire semplicemente un racconto ambientato nella natura, ma fare in modo che fosse proprio la natura a condizionare la storia e i personaggi. Il bosco, il silenzio, le tracce di un passato lontano diventano elementi attraverso i quali raccontare una paura che è anche molto umana». Il film usa l'horror per parlare del rapporto tra uomo e ambiente, della violenza, della perdita di umanità e del legame con le proprie origini. Il folklore non è un semplice ingrediente narrativo, ma una chiave per riportare alla luce una memoria antica.

Il cast e la troupe under 35

I protagonisti sono Giorgia Palmucci, Daniel De Rossi, Alessandro Sardelli e Davide Lo Coco. La fotografia è di David Natale. La produzione ha scelto una troupe composta interamente da giovani professionisti under 35, in un progetto indipendente costruito attorno alle nuove leve del cinema italiano.

Girato nel Parco dei Monti Simbruini

Le riprese si sono svolte tra Monte Livata e Jenne, dentro il Parco regionale dei Monti Simbruini, nel Lazio. Boschi, radure, rocce e paesaggi di montagna hanno definito l'identità visiva del film. Il confine tra realtà e leggenda si fa sempre più sottile. Ora Sanguara entra in post-produzione. Prodotto da Roberto Gentile e Davide Lo Coco, il film è atteso nelle sale nel corso del 2027.

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Una scena di Sanguara di Mattia Riccio

Una scena di Sanguara di Mattia Riccio Una scena di Sanguara, il nuovo film di Mattia Riccio

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