Villa Borghese, alla Loggia dei Vini arriva Peter Friedl con un gelato alla melagrana e salvia
Giovedì 1° ottobre inaugura il sesto appuntamento di Lavinia, il programma d'arte contemporanea che accompagna il restauro della loggia seicentesca. Protagonista l'opera Last Jest, ispirata a un racconto di Edgar Allan Poe. Ingresso libero fino al 15 novembre
Banchetto in onore della principessa di Sassonia di Ignaz Unterberger Ignaz Unterberger, Banchetto in onore della principessa di Sassonia, 1773, olio su tavola
Il sesto gusto di Lavinia
Giovedì 1° ottobre, dalle 18 alle 21, inaugura il sesto appuntamento di Lavinia, il programma di arte contemporanea della Loggia dei Vini a Villa Borghese. Il progetto è curato da Salvatore Lacagnina e realizzato da Ghella. Protagonista di questa edizione è l'artista austriaco Peter Friedl con l'opera Last Jest. Come da tradizione, ogni episodio ha il suo gelato: questa volta il gusto è melagrana e salvia e si potrà assaggiare durante l'inaugurazione. L'opera resta visibile dal 2 ottobre al 15 novembre 2026, con ingresso libero.
Last Jest e il giullare di Poe
Last Jest richiama l'abito di Hop-Frog, protagonista del racconto omonimo di Edgar Allan Poe. Hop-Frog è il giullare del re: oltre alla forza fisica ha una forza più terribile, l'immaginazione, con cui pianifica una vendetta perfetta che rovescia i rapporti di potere. L'ultimo scherzo, appunto. L'opera di Friedl lavora su più livelli. Parla di costume e di arte come documento storico, del legame tra estetica e politica, tra potere e sottomissione. E ha molto a che fare con il teatro, tema ricorrente nel lavoro dell'artista: un teatro a brandelli, dove l'azione è congelata.
Chi è Peter Friedl
Nato a Oberneukirchen, in Austria, nel 1960, Friedl si definisce un artista fallito. Ha cominciato a disegnare più di sessant'anni fa e continua ogni giorno. Ha esposto al Kw Institute di Berlino, alla Kunsthalle di Vienna, alla Kunsthalle di Basilea e al Macba di Barcellona. I suoi lavori sono passati dal Reina Sofía di Madrid, dal MoMA PS1 di New York e dal Centre Pompidou di Parigi. Ha partecipato tre volte a documenta e due volte alla Biennale di Venezia.
Una loggia restituita alla città
Lavinia prende il nome da Lavinia Fontana (1552-1614), tra le prime artiste donne a ottenere pieno riconoscimento nella storia dell'arte. Il programma, promosso da Roma Capitale e dalla Sovrintendenza capitolina, nasce per dialogare con il restauro della Loggia dei Vini. La loggia fu voluta da Scipione Borghese e costruita tra il 1609 e il 1618, insieme alla grotta sotterranea dove si conservavano i vini. Per decenni è rimasta chiusa. Il restauro, iniziato nel 2024 grazie a una donazione di Ghella, ha recuperato l'emiciclo, le mura e la pavimentazione originale in cotto. Oggi la loggia è di nuovo visibile per intero.
Le opere ancora visibili
Accanto al nuovo lavoro restano esposte le opere degli artisti delle edizioni precedenti: Ross Birrell e David Harding, Enzo Cucchi, Ruth Ewan, Piero Golia, Gianni Politi e Monika Sosnowska. Si entra da via Pinciana, all'altezza di viale dell'Uccelliera. Informazioni sul sito laviniaroma.com.
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Banchetto in onore della principessa di Sassonia di Ignaz Unterberger Ignaz Unterberger, Banchetto in onore della principessa di Sassonia, 1773, olio su tavola
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