Mimmo Rotella, vent'anni dopo: tre mostre tra Catanzaro, Padova e Milano
La Fondazione Mimmo Rotella presenta il programma per l'autunno-inverno: si parte l'8 ottobre al Complesso monumentale di San Giovanni con le opere giganti, poi Padova con gli anni Settanta e Milano con la strada
Mimmo Rotella, Attenti, 2004 Mimmo Rotella, Attenti, 2004, décollage su lamiera, 150 x 300 cm
Il ventennale della scomparsa di Mimmo Rotella
Dopo la grande retrospettiva a Palazzo Ducale di Genova, la Fondazione Mimmo Rotella prosegue le celebrazioni per il ventennale della scomparsa dell'artista. Il nuovo programma dell'autunno-inverno, a cura di Alberto Fiz, porta Mimmo Rotella in tre città: Catanzaro, Padova e Milano. Ogni tappa racconta un lato diverso della sua ricerca: la dimensione monumentale, le sperimentazioni degli anni Settanta, il rapporto con la strada e con il paesaggio urbano.
A Catanzaro le opere monumentali
Si comincia dall'8 ottobre 2026 all'8 gennaio 2027 con Mimmo Rotella. Monumentale, al Complesso monumentale di San Giovanni di Catanzaro, in collaborazione con il Comune. Il percorso si concentra sulle opere dagli anni Ottanta al 2005. In questa fase Rotella rilegge le sue invenzioni: il décollage convive con sovrapitture, interventi pittorici e supporti metallici. Gli spazi storici accolgono lavori di grandi dimensioni. C'è Pan Am del 1986, sovrapittura su tela lunga cinque metri, accanto a décollage come Matrix e Shaolin. In mostra anche Ikarus del 1999, tre metri per tre, per anni esposta all'aeroporto di Lamezia Terme e prestata da Sacal. Anche le date hanno un significato: l'apertura coincide con l'anniversario della nascita dell'artista, la chiusura con quello della sua morte.
A Padova l'Erotellique degli anni Settanta
La seconda tappa è al Museo Eremitani di Padova, promossa dal Comune, da fine novembre a marzo 2027. Erotellique. Mimmo Rotella e gli anni '70 racconta il periodo parigino e due tecniche meno conosciute. L'effaçage cancella in parte immagini già esistenti e fa della sottrazione un gesto creativo. Il frottage sfrutta il rilievo e lo sfregamento per trasferire immagini e texture. Erotismo, pubblicità, moda e media sono i temi di queste opere, nate nel clima del dopo Sessantotto. Il titolo è un termine inventato dallo stesso Rotella per indicare un immaginario in cui il corpo diventa parte della ricerca sull'immagine.
A Milano un viaggio on the road
Chiude il ciclo Mimmo Rotella. On the road, in programma a Milano nei prossimi mesi. È un progetto inedito con un allestimento di forte impatto: lavori su lamiera, i retro d'affiche degli anni Cinquanta e un percorso multimediale dedicato al rapporto tra l'artista e la strada. Il titolo richiama il romanzo di Jack Kerouac, ma soprattutto il luogo da cui tutto è partito. Fin dagli esordi i muri delle città sono stati per Rotella un archivio di immagini e manifesti strappati. Da lì nasce il décollage, che trasforma il paesaggio urbano in materia, colore e immagine.
Un artista che non si è mai ripetuto
Le tre mostre mostrano come Rotella non abbia mai considerato lo strappo una formula da ripetere. Per lui era un principio creativo, capace ogni volta di aprire strade nuove. Tutte le informazioni sono sul sito fondazionemimmorotella.net.
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Mimmo Rotella, Attenti, 2004 Mimmo Rotella, Attenti, 2004, décollage su lamiera, 150 x 300 cm
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