Cinema, “Il mio nome è Carlo”: sullo schermo la vita di Carlo Acutis
Presentato a Milano il film di Giacomo Campiotti, in onda il 27 settembre su Canale 5. Regione Lombardia ha finanziato la produzione con 250mila euro. Caruso: «Una storia importante e un esempio per i nostri ragazzi»
23 settembre 2026
A vent’anni dalla morte, la storia e il messaggio di Carlo Acutis diventano un film. È stato presentato al Cinema Ariosto di Milano “Il mio nome è Carlo”, la pellicola diretta da Giacomo Campiotti che ripercorre la breve vita del giovane santo cresciuto nel capoluogo lombardo. Il film sarà trasmesso domenica 27 settembre su Canale 5.
Alla presentazione ha partecipato anche l’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso. Regione Lombardia ha infatti sostenuto la produzione con 250mila euro, stanziati attraverso la seconda edizione del bando “Lombardia per il Cinema”.
«Quella di Carlo Acutis è una storia importante e un esempio per i nostri ragazzi – ha sottolineato Caruso –. Parliamo di un giovane milanese e lombardo capace di lasciare un messaggio ancora oggi molto forte. Siamo quindi felici di aver sostenuto la realizzazione di un film che racconta la sua vita e il suo percorso». Un investimento che rientra nel crescente impegno regionale nel comparto audiovisivo, considerato anche uno strumento per promuovere il patrimonio culturale e il territorio.
Nato a Londra e cresciuto a Milano, Acutis viene raccontato attraverso l’infanzia e l’adolescenza, la famiglia, la scuola, gli amici e le passioni, unite a una profonda esperienza di fede. Colpito da una leucemia fulminante, morì nell’ottobre 2006 a soli 15 anni. Beatificato ad Assisi nel 2020, è stato canonizzato a Roma il 7 settembre 2025 da Papa Leone XIV.
Milano è anche una delle grandi protagoniste della pellicola. Le riprese hanno coinvolto, tra gli altri luoghi, il Duomo, la Galleria Vittorio Emanuele II, Parco Sempione, piazza Castello, le Colonne di San Lorenzo, l’Acquario civico e il Museo di Storia Naturale, oltre agli istituti Marcelline e Leone XIII. Alcune scene sono state girate anche a Monza.
«Il nostro territorio diventa parte integrante del racconto – ha concluso Caruso –, aggiungendo alla forza della storia un’importante occasione di valorizzazione della nostra regione».
23 settembre 2026
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