Granchi su Marte! Risolto il nodo della vita nello spazio

Quella umana, è una razza strana, che oltre a vivere sa immaginare, oltre che descrivere, sa raccontare. Negli scorsi millenni di questi doni ne abbiamo fatto progresso, perché accanto ad essi ci sforzavamo di metterci anche la ricerca spasmodica della verità e di un oggettivo, chiamalo scienza. Oggi invece…

Già, la fantasia, l’immaginazione. Ci hanno mostrato strade nuove,  il progresso.

Ma, accanto ad esse, per raggiungere i frutti dell’intuizione, come il mito della frontiera di Turner l’uomo ha sempre   saputo costruire binari di pensiero, e poi stazioni, le teorie attorno a cui fiorivano città che erano i frutti dell’innovazione.

Oggi, noi, abbiamo disimparato ad immaginare. Lasciamo che siano gli altri ad imporci ciò che deve sorprenderci e risultare nuovo. Lasciamo che siano gli altri a raccontarci un mondo diverso, impensabile, e lo crediamo vero, senza farci domande.

Il contrario della scienza, del metodo… Prima sapevamo di non sapere. Oggi sappiamo non sapendo.

Prendi la questione della vita su altri pianeti. Tutti sanno che è plausibile se non certa, Ma la vita su altri pianeti tira un sacco, i media lo sanno, e così spiattellano lì continuamente notizie che non sono notizie, banalizzando le immagini  come quelle di Marte e il granchio sulle rocce, foto digitali che non vanno banalizzate, perché sono il varco di una frontiera enorme per l’umanità.

Oggi, i giornali, ci sbattono in prima pagina il granchio marziano che si arrampica su una roccia, ma poi ci dicono subito che non è un granchio, lasciando però intendere che… Mi chiedo quante altre foto con dietro una sostanza, provenienti da Marte avrebbero meritato quello spazio. Certo, accanto avrebbero dovuto avere una spiegazione che non sono immediate, ma si sa, non siamo più protesi a cercare, a capire, ma semplicemente a guardare la vita come fosse un cartone animato che alla fine si spegne con un clic.

Ecco, oggi il nostro progresso sarà scoprire che l’essere uomo non è leggere delle forme senza senso sulle rocce come si fa con le nuvole, ma cercare un sapere anche se non si è scienziati. Ma forse fa niente, tanto il mondo è più facile se immaginiamo sia solo quello che sta nel nostro schermo lcd.

Esposizioni a confronto
Uno dei quadri della personale di Carla Bruschi
"Un'inquieta sernità del visibile", la mostra curata dal Critico d'Arte Lorenzo Bonini alla Umanitaria di Milano
Paesaggio N.8, acquarello su cartoncino, 36x51 cm, 2015
Tanto più forte l'arte imita la vita, quanto più forte la vita imita l'arte.
danseur blanc I, pastello bianco su cartoncino 35x50, 2016, Canosso
La bellezza di un corpo, che innocente, balla al chiaro di luna
Dimensioni 24x32 cm, acquarello su carta, 2013.
La giovanissima Giulia Falci espone la sua prima personale alla Casa delle Culture
ACM ha aderito al progetto del Comune di Capo d'Orlando intitolato Orlando Arte. Agosto 2017
Il giovane fotografo acquedolcese torna alla Casa delle Culture in una personale dedicata ai ritratti.
La mostra "Artisti per Gaza" è ospitata dall'Università di Parma, con il patrocinio del Comune, alla Chiesa San Quirino.
08 maggio 2017