L'arte afghana sbarca a Milano

L'artista afghano Mohsen Taasha Wahidi espone una mostra personale di pittura alla Theca Gallery di MIlano.

L'arte afghana sbarca a Milano

E' stata inaugurata lo scorso 21 Gennaio e rimarrà aperta fino al 5 Marzo 2016 la mostra personale di pittura del giovane artista afghano, Mohsen Taasha Wahidi. In un'essenziale Galleria d'Arte, la Theca di via Tadino 22, sono esposte una ventina di opere di varie dimensioni che denotano lo spirito ribelle dell'artista che grida al mondo le sofferenze della gente della sua terra.

Wahidi è di origine iraniana e vive in Afghanista e Pakistan, dove ha toccato con mano e provato sulla propria pelle le devastazioni della guerra. La sua appartenenza all'etnia di minoranza degli Hazera, esclusa e perseguitata, ha affinato il suo senso artistico e lo ha indotto a cercare nelle radici culturali persiano-indiane la fonte della sua creatività. 

Girando per le tre sale della Galleria, l'occhio nota subito la prevalenza del rosso nei quadri dell'artista; il rosso è il colore del sangue, delle ferite e della sofferenza, ma per Wahidi è il colore dell'amore.

Un'attenta analisi dei lavori esposti rivela che la lontananza geografica e culturale dell'autore non rappresenta uno steccato per la “comprensione” e la corretta interpretazione dell'opera e fa sì che ci rendiamo conto che la Cultura non ha confini. La visione di queste opere fa vacillare un altro muro, eretto in secoli di dominio europeo sul resto del mondo, quello della pretesa superiorità della società industriale capitalistica occidentale. Nelle opere esposte non c'è né assimilazione né integrazione, ma una genuina creatività figlia della società dove vive il protagonista e della cultura millenaria dalla quale attinge. E' una produzione artistica che dialoga prima con la propria società e vuole poi misurarsi con il mondo dell'arte globalizzato. Una doppia missione che non rende facile l'affermazione di un “gusto” estetico che localmente rischia di essere considerato eretico e nel resto del mondo percepito come puramente esotico.

Il curatore della mostra, Marco Menenguzzo, scrive nella presentazione dell'artista: “Mohsen Taasha Wahidi racconta storie di oggi con un linguaggio che sembra di ieri, ma solo un'impressione, perché quel linguaggio formale che usa non obbedisce minimamente alle regole che impongono il superamento della tradizione e la ricerca della novità come fondamento dell'arte: al contrario l'arte serve a narrare storie, ed ecco che le sue storie di oggi – fatte magari d'impiccati, di uccisioni, di morti, di sangue – possono benissimo essere raccontate con gli strumenti della tradizione, la quale diventa in questo modo una novità per il nostro linguaggio”.

“Wahidi – leggiamo nell'opuscolo di presentazione - ha fatto parte del gruppo di artisti “Roschd” (Il Fiorire), movimento che ha poi lasciato fondando il suo “Bad artists”, in seguito chiamati “Taasha artists” (Artisti nascosti), appellativo che Wahidi ha assunto nel proprio nome d'arte. I suoi lavori raccontano una storia ferita, ritratta di volta in volta nella fusione di sagome umane senza volto, versi coranici r grida spezzate. Nelle sue opere unisce la sapienza della parola scritta, che usa spesso come sfondo, all'uso simbolico del colore (rosso) e di dettagli iconografici ripresi dalla tradizione compositiva e grafica mediorientale”.

Oltre alle mostre realizzate in Iran, Afghanista e Pakistan, l'artista afghano è stato presente nel 2015 al Padiglione Nazionale dell'Iran alla 56° Biennale d'Arte di Venezia . Ha esposto a dOCUMENTA (13) di Kassel. Nel 2014 ha partecipato alla mostra statunitense “Art Among War: visualeì Culture in Afghanistan” presso il Sarnoff College Museum of Arts, in New Jersey.

Una mostra che vale la pena di visitare per aprire una finestra su una cultura altra e per aprirci la mente su una questione culturale profonda: non ci sono steccati di valore nella produzione artistica umana.

L'esposizione è visitabile da Martedì al Venerdì, con orario 14-20 e il Sabato dalle 14 alle 19. Il mattino su appuntamento.

Artista: Mohsen Taasha Wahidi

Titolo: Beyond the curtain”

Curatore: Marco Menenguzzo

Sede: Galleria Theca via Tadino 22 – 20124 Milano

Conclusione: 5 Marzo 2016

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